Cosa si aspetta il consumatore da un ecommerce

Di recente è stata condotta un’indagine online per individuare quali sono le priorità di chi acquista sul web. I risultati dimostrano chiaramente quali sono le esigenze degli e-buyer: velocità, competenza ed efficienza.

La ricerca è stata condotta negli Stati Uniti dal CMO Council e SAP Hybris su un campione di 2000 persone, intervistati, equamente suddivisi tra uomini e donne.
La maggior parte di loro (il 52%) ritiene che il tempo di risposta di un ecommerce sia un fattore determinante per valutare la propria esperienza di acquisto online.
Il 47% pensa invece che la priorità sia avere a disposizione personale competente in grado di garantire un’assistenza continuativa.

La mentalità dei consumatori, sia B2B che B2C, sta infatti cambiando rispetto a quella dei acquirenti degli store tradizionali.Per questo gli ecommerce devono iniziare a chiedersi se sono pronti a rispondere in modo ottimale a quelle che sono le esigenze di chi acquista online.

Un cliente insoddisfatto può infatti essere una grande minaccia per l’e-commerce e soprattutto per la sua immagine.
Sempre secondo l’indagine, il 47% degli intervistati ha dichiarato di smettere di acquistare presso un determinato ecommerce se insoddisfatto del servizio.
Non solo. Il 29% ha ammesso di divulgare la cattiva esperienza anche ad amici e conoscenti, in modo da metterli in guardia dal possibile utilizzo di quell’e-commerce.
E, come ben sappiamo, il passaparola ha un potere immenso, in positivo ma purtroppo anche in negativo. Una cattiva pubblicità può infatti essere deleteria e letale per un brand.

Riuscire però ad accontentare le esigenze dei consumatori  non è comunque sempre semplice. Dall’indagine è emerso infatti che chi acquista online ha spesso pareri contrastanti.
Alcuni degli intervistati lamentano di non essere premiati in alcun modo per la loro fedeltà nei confronti dell’ecommerce. Altri invece si dichiarano particolarmente soddisfatti per l’attenzione che l’azienda rivolge loro.

Insomma, ognuno ha una propria visione e aspettativa, complicata da un ulteriore aspetto e cioè che il cliente di solito valuta la propria esperienza di acquisto solo in base al risultato finale. Non si sofferma sul modo in cui l’ecommerce cerca di raggiungere tale risultato e sull’impegno che vi mette per ottenerlo. L’aspetto più importante è quindi l’efficienza del servizio.

Ecco perché, oltre a garantire un servizio impeccabile in termini di efficienza e di standard qualitativi, ogni ecommerce dovrebbe conoscere i propri clienti, reali e potenziali. È proprio questo il punto chiave: solo conoscendo il proprio target si può infatti strutturare un servizio che risponda al meglio alle esigenze del consumatore.

Velocità, competenza ed efficienza sono gli elementi che più incidono sull’esperienza di acquisto di un consumatore che compra online. Ma non bastano.

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ecommerce in Europa: gli ultimi dati

ecommerce in europaL’edizione 2017 Digital economy & society in the EU promossa da Eurostat, ha analizzato lo sviluppo del digitale a livello europeo nel 2016, prendendo in considerazione in livello di digitalizzazione e la diffusione del commercio online.

La ricerca ha quindi fotografato anche la situazione dell’ecommerce in Europa, Italia compresa.

Emergono dati interessanti che delineano bene anche la situazione nel nostro Paese.

A livello italiano, pur registrando numeri in continua crescita, le vendite online rimangono decisamente inferiori rispetto a quelle dei principali paesi europei.

I numeri sono piuttosto eloquenti.
In Inghilterra, ad esempio, il 67% dei giovani tra i 25 e i 34 anni ha acquistato arredamento online. In Italia la percentuale è solo del 14%. Oppure il 38% degli inglesi ha acquistato alimenti online, in Italia solamente il 4%.

O ancora: facendo riferimento sempre alla stessa fascia d’età, il 9% degli italiani ha comprato in Rete prodotti di elettronica, contro il 36% dei norvegesi. Oppure in Italia soltanto il 22% ha prenotato vacanze online. Un terzo rispetto al dato olandese o norvegese (65%).

ecommerce in Europa

Fonte: Digital economy & society

Ci sono invece considerazioni che valgono per tutti i paesi esaminati.
La prima riguarda l’età degli acquirenti online. L’e-commerce è apprezzato soprattutto dai trentenni, più precisamente dalla fascia 25-34 anni.

Di solito si tratta di persone con un’istruzione medio alta, più propensi ad acquistare online rispetto a chi ha un titolo di studio più basso.

Anche il luogo di residenza incide. Si nota che chi abita in zone con una maggiore densità di abitanti, quindi in città, compra più frequentemente online rispetto a chi vive in campagna o in località con una minore presenza di abitanti.

In generale i prodotti più acquistati online sono articoli sportivi e abbigliamento (60%), seguono poi vacanze e viaggi (52%), elementi d’arredo (44%) e infine biglietti di spettacoli e concerti (38%)

Ma chi sono i maggiori fruitori dell’e-commerce in Europa? Primi in assoluto gli inglesi. Secondo la ricerca, nel 2016, l’87% di coloro che hanno una connessione ha effettuato almeno un acquisto in Rete. Seguono i danesi (84%) e i tedeschi (82%).

ecommerce in Europa: gli ultimi dati

 

L’edizione 2017 Digital economy & society http://ec.europa.eu/eurostat/cache/infographs/ict/images/pdf/pdf-digital-eurostat-2017.pdf in the EU promossa da Eurostat, ha analizzato lo sviluppo del digitale a livello europeo nel 2016, prendendo in considerazione in livello di digitalizzazione e la diffusione del commercio online.

 

La ricerca ha quindi fotografato anche la situazione dell’ecommerce in Europa, Italia compresa.

Emergono dati interessanti che delineano bene anche la situazione nel nostro Paese.

A livello italiano, pur registrando numeri in continua crescita, le vendite online rimangono decisamente inferiori rispetto a quelle dei principali paesi europei.

 

I numeri sono piuttosto eloquenti.

In Inghilterra, ad esempio, il 67% dei giovani tra i 25 e i 34 anni ha acquistato arredamento online. In Italia la percentuale è solo del 14%. Oppure il 38% degli inglesi ha acquistato alimenti online, in Italia solamente il 4%.

O ancora: facendo riferimento sempre alla stessa fascia d’età, il 9% degli italiani ha comprato in Rete prodotti di elettronica, contro il 36% dei norvegesi. Oppure in Italia soltanto il 22% ha prenotato vacanze online. Un terzo rispetto al dato olandese o norvegese (65%).

 

Ci sono invece considerazioni che valgono per tutti i paesi esaminati.

La prima riguarda l’età degli acquirenti online. L’e-commerce è apprezzato soprattutto dai trentenni, più precisamente dalla fascia 25-34 anni.

Di solito si tratta di persone con un’istruzione medio alta, più propensi ad acquistare online rispetto a chi ha un titolo di studio più basso.

Anche il luogo di residenza incide. Si nota che chi abita in zone con una maggiore densità di abitanti, quindi in città, compra più frequentemente online rispetto a chi vive in campagna o in località con una minore presenza di abitanti.

 

In generale i prodotti più acquistati online sono articoli sportivi e abbigliamento (60%), seguono poi vacanze e viaggi (52%), elementi d’arredo (44%) e infine biglietti di spettacoli e concerti (38%)

 

Ma chi sono i maggiori fruitori dell’ecommerce? Primi in assoluto gli inglesi. Secondo la ricerca, nel 2016, l’87% di coloro che hanno una connessione ha effettuato almeno un acquisto in Rete.

Seguono i danesi (84%) e i tedeschi (82%).

 

 

Gli ultimi dati sull’ecommerce in Europa registrati dall’edizione 2017 Digital economy & society promosso da Eurostat e relativo all’anno 2016

 

Dai dati emersi dal Digital economy & society promosso da Eurostat, i trentenni sono i magiori fruitori di ecommerce in Europa e l’Italia è ancora indietr

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Vendere su Amazon: 3 domande prima di iniziare

Amazon è uno dei principali market-place mondiali ed è il più diffuso in Italia.Per questo motivo molti ecommerce decidono di appoggiarsi ad Amazon per vendere online, dando per scontato che la scelta sia sicuramente vantaggiosa. Ma è proprio così?

Vendere su Amazon ha grandi vantaggi, in termini di visibilità e potenziale di vendita. Purtroppo però non basta questo per assicurarsi grandi guadagni.
Prima è opportuno analizzare meglio il contesto di riferimento e la propria tipologia di attività perché non tutti i settori merceologici si prestano alla vendita su Amazon.

Per farlo è bene iniziare a porsi 3 domande.

1. Quante vendite mi aspetto in un mese?

Esistono strumenti specifici in grado di stimare il potenziale volume di vendita online su Amazon. Il tutto basandosi sulla categoria di prodotto e su stime incrociate di vendite di prodotti simili.
Si tratta di una stima, non di certezza assoluta. Ci sono infatti tantissime variabili che possono influenzare le vendite e favorire ad esempio i concorrenti.

Uno dei fattori principali è rappresentato dalle campagne di marketing e branding. Amazon offre la possibilità di promuovere annunci all’interno della piattaforma stessa, dando quindi maggiore visibilità al proprio prodotto. Oppure si può decidere di investire in campagne sui social network (ADS su Facebook e Instagram) o tramite Google, con annunci che rimandano direttamente alla propria inserzione su Amazon.
La riuscita di tali campagne e promozioni può quindi essere determinante per aumentare la visibilità di un articolo.

2. Come saranno gestiti gli ordini?

Amazon offre la possibilità di scegliere di appoggiarsi alla logistica interna. Questa soluzione, perfetta per chi gestisce ampi volumi di prodotti, garantisce numerosi vantaggi.
Nello specifico, aderendo al servizio:

  • Non è necessario affittare un magazzino.
  • La spedizione, la gestione degli ordini, lo stoccaggio della merce e l’imballaggio sono curate da Amazon.
  • Si risparmiamo le spese legate alla gestione logistica (dipendenti, materiali, magazzino…)
  • Non ci si deve preoccupare dei resi, anch’essi gestiti da Amazon
  • I prodotti possono essere venduti anche tramite Amazon Prime
  • Il costumer care è curato da Amazon che gestisce ogni comunicazione con il cliente.

Ovviamente tutti questi servizi hanno un costo. È quindi importante calcolare quali sarebbero le spese di una gestione autonoma della logistica e confrontarle con il costo del servizio Amazon. Solo a quel punto si potrà decidere qual è la soluzione ottimale per il proprio business.

3. Quanto costa Amazon?

Vendere su Amazon ha un costo che varia a seconda delle opzioni scelte. Ci sono due possibilità: la tariffa base o quella per i venditori Pro.
La prima è riservata solo a coloro che vendono meno di 40 articoli al mese. Prevede un costo fisso per ogni articolo venduto e altri costi variabili, sempre legati ad ogni singola vendita.
La tariffa Pro si applica invece per coloro che vendono più di 40 articoli al mese. Prevede un canone di abbonamento mensile di 39 euro più una commissione di vendita sulla base del tipo di prodotto venduto.

Solo a questo punto, dopo aver analizzato questi aspetti, si può quindi decidere se vendere su Amazon può essere vantaggioso per il proprio business.

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