Le tendenze e-commerce nel 2017


Il 2016 si è concluso con un boom di vendite online soprattutto per chi era alla ricerca di regali di Natale. L’ascesa dell’e-commerce sembra inarrestabile e anche per il nuovo anno si prevedono incassi in aumento. Ma quali sono le tendenze e-commerce del 2017 in Europa?

Quattro amministratori delegati di importanti realtà aziendali europee hanno le idee chiare. Vediamo allora quali sono i punti chiave su cui secondo loro è importante focalizzarsi per vendere online.

1 – Concentrarsi sulla logistica
Secondo Marcus Fredricsson di Mekster, sito svedese che vende prodotti legati al settore automobilistico, l’era del dropshipping è finita.
I clienti hanno esigenze sempre più definite e quindi diventa difficile gestire le spedizioni senza avere un magazzino proprio. Secondo Fredricsson il problema si presenta sopratutto quando il cliente ordina più articoli provenienti da fornitori diversi.
In questo caso il costo di spedizione e il tempo necessario per ricevere tutta la merce inviata con più consegne possono indurre il cliente a rivolgersi altrove.

Secondo il CEO Mekster la logistica quindi è un aspetto determinante per chi sceglie di vendere online. Soprattutto i piccoli venditori devono prestare molta attenzione all’organizzazione logistica e fare in modo che gli ordini e le consegne siano smaltite nel modo più veloce ed efficiente possibile. Solo così si può resistere alla concorrenza di colossi come Amazon.

2 – Limitare l’impiego di intermediari
Christoffer Tyrefors di Cykelkraft , il più grande negozio di biciclette in linea svedese, pensa che i rivenditori online dovrebbero aumentare il proprio livello di autonomia nelle vendite. Dovrebbero quindi rivolgersi a intermediari solo per le consegne della merce, limitando così ulteriori costi.

3 – Lavorare sul branding
Tyrefors mette anche in guardia i gestori e-commerce dal sempre maggiore predominio di Google. Il motore di ricerca, infatti, orienta e influenza sempre di più le ricerche degli utenti.
Il settore e-commerce dovrebbe quindi difendersi da questo predominio, ad esempio investendo in attività di branding che potenzino il marchio e ne rafforzino la percezione online.

4 – Potenziare l’efficienza del proprio e-commerce
Sven Martello, amministratore delegato della piattaforma di monitoraggio Apica System, è invece convinto che l’esperienza di acquisto B2B diventerà più simile a quella B2C.
È quindi importante che ogni e-commerce punti sull’efficienza della propria piattaforma perché una piattaforma veloce si traduce in un’esperienza di navigazione positiva e quindi in un aumento delle vendite.
Secondo Martello, una diminuzione di 100ms nel caricamento di una pagina può portare ad un aumento delle vendite dell’1%.

5 –  Investire nel mobile
E infine, Torkel Hallander, CEO di Nordic Etail, sottolinea la sempre maggiore predominanza del mobile. Molti acquisti vengono infatti svolti da smartphone e tablet e questa tendenza è confermata anche per il 2017.
Chi gestisce un e-commerce deve quindi investire nel mobile, rendendo veloci, semplici e sicure le esperienze di acquisto.

Inoltre, secondo Hallander, si dovrebbe anche puntare su una maggiore personalizzazione dell’offerta, con proposte mirate da inviare direttamente ai clienti sulla base delle loro preferenze di acquisto. Solo così si può sostenere la concorrenza dei competitor.

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Regali di Natale: un quarto degli italiani acquista online

Mancano pochi giorni al Natale e siamo nel pieno della frenesia dei regali. Traffico, negozi affollati, centri commerciali inavvicinabili caratterizzano questa ultima settimana di shopping natalizio. Sarà quindi anche per questo che più di un italiano su 4 preferisce acquistare i regali di Natale online.

I dati emergono dalla ricerca realizzata da Showroomprive.it, uno dei player principali a livello europeo nel settore dell’e-commerce.
Lo studio ha preso in considerazione 1000 italiani, intervistati per scoprire quali sono le loro abitudini di acquisto relative ai regali di Natale.
Il 26% ha dichiarato che avrebbe comprato online almeno una parte dei doni di Natale, preferendo gli store virtuali a quelli tradizionali per una serie di motivi. Il 20% vuole comprare più regali possibili online, il 18% stima di acquistare sul web almeno la metà dei doni complessivi.

Prima di tutto per una ragione economica: gli acquisti da e-commerce garantiscono risparmi anche del 60%. I prezzi sono tendenzialmente più vantaggiosi e, inoltre, inserendo più prodotti in un solo ordine, si ha anche la possibilità di risparmiare sulle spese di spedizione. Senza contare che spesso, sopratutto a fronte di spese consistenti, la consegna è gratuita.

Comprare online fa però risparmiare anche a livello di tempo. È questo il motivo che spinge il 38% degli intervistati a scegliere gli acquisti sul web. C’è poi chi (il 13%) è un e-shopper abituale e quindi compra spesso online, a maggior ragione nel periodo natalizio.

La maggior parte degli intervistati (il 40%) dichiara poi di voler destinare agli acquisti di Natale sul web una cifra compresa tra i 150 e i 200 euro, cifra che si abbassa sotto i 100 euro per il 30% del campione. Il 10% ha invece un budget di 250 euro, l’11% di 300 euro mentre il 7% ha intenzione di superare i 500 euro di spesa.

In questi giorni almeno il 6% degli intervistati è ancora alle prese con gli ultimi acquisti online. Molti (il 35%), però, hanno iniziato a fare shopping online già da novembre, o addirittura a ottobre (16%). Poi ci sono i poli opposti: l’11% del campione ha incominciato la ricerca dei doni già a settembre, il 9% ha aspettato metà dicembre.

Ma, tra i regali di Natale acquistati sul web, quali sono i più gettonati per i genitori?Per i genitori si preferiscono articoli fashion: il 46% delle mamme e il 42% dei papà riceveranno accessori e capi di abbigliamento. A questi seguiranno gli intramontabili profumi, dono scelto per il 28% delle madri e 26% dei padri.A questo punto le differenze si fanno più nette. Per le mamme si prediligono poi bigiotteria e gioielli (20%), articoli per la casa e decorazioni (17%) e cosmetici (11%).I papà riceveranno invece prodotti tecnologici (17%), orologi (15%), libri e film (13%).

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ecommerce: linee guida per vendere in Europa

Se il nostro obiettivo è quello di espandere un e-commerce in altri paesi europei, ci sono diversi aspetti da considerare, indispensabili per elaborare una strategia vincente.
Prima di tutto bisogna tener presente che esistono molte differenze culturali e quindi è impossibile pretendere che uno stesso modello di vendita online si possa adottare con successo ovunque.
Ma non solo. Ci sono altre considerazioni da fare.

Ecco allora alcune linee guida per espandere il proprio e-commerce in Europa.

Contestualizzare l’e-commerce in base al paese di riferimento
La prima cosa da fare è ovviamente tradurre l’e-commerce nelle lingua del paese in cui si ha intenzione di vendere e convertire la valuta dei prezzi.
Il cliente deve sentirsi rassicurato e deve fidarsi del sito. È quindi fondamentale che l’e-commerce “parli la stessa lingua” del potenziale cliente.

Proporre diverse modalità di pagamento
Ogni stato europeo ha preferenze diverso rispetto alle modalità di pagamento online. In Italia ad esempio quasi la metà delle transazioni online avvengono mediante CartaSi. Nei Paesi Bassi, invece, si preferisce iDeal mentre in Germania le carte di credito sono ancora poco usate per le transazioni via web.

Se il sito non prevede la forma di pagamento preferita dal paese in cui si intende espandersi, si rischia che gli utenti si rivolgano altrove, preferendo un altro e-commerce.

Analizzare i principali marketplace
Per elaborare una strategia vincente di internazionalizzazione di un e-commerce è bene prima analizzare i marketplace più diffusi nel paese in cui si intende vendere online.
Dalla loro analisi si può infatti capire cosa cercano gli utenti online.

Ecco una breve lista dei marketplace preferiti nei vari paesi europei:

  • Francia:  Amazon, Cdiscount, fnac, eBay e PriceMinister.
  • Germania:  Amazon e eBay, ma anche Zalando and Otto.
  • Italia: Zalando è il più utilizzato. Seguono Amazon, Euronics, IBS e BonPrix.
  • Paesi Bassi: i più popolari sono Bol.com e Wehkamp.nl, cui seguono Amazon e eBay.
  • Spagna: Amazon e eBay seguiti ma Privalia, Rakuten, Zalando e Spartoo stanno diventando sempre più popolari.

Soddisfare le diverse esigenze dei clienti
Ogni paese europeo ha esigenze diverse e mette al primo posto determinati aspetti. In Germania, ad esempio, per gli utenti è fondamentale che le spese di spedizione siano contenute. In caso contrario non esitano a rinunciare all’acquisto.

Allo stesso modo, bisogna considerare che ogni paese ha le proprie feste nazionali e bisogna quindi prevedere promozioni e adeguamenti del sito che adeguati al calendario di riferimento.

Documentarsi sulle regole di import export vigenti
Ogni paese applica imposte diverse, che vanno quindi a sommarsi al costo del prodotto. I prezzi proposti online devono quindi comprendere già queste accise.
Inoltre esistono anche regolamentazioni specifiche riguardo eventuali restrizioni o commercializzazione dei prodotti. Può essere quindi necessario differenziale l’offerta (di merce o anche solo di packaging) in base al paese di riferimento.

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