Penguin Update di Google: no al webspam

Penguin-UpdateSi chiama “Penguin Update” il nuovo provvedimento preso da Google per contrastare il webspam: ad annunciarlo è stato Matt Cutts (capo del team antispam) e sarà attivo a breve. In cosa consiste?

Ancora una volta Google cerca di contrastare il “black hat webspam”, ovvero tutte quelle tecniche che mirano a posizionare meglio un sito in Google senza che davvero “meriti” quella posizione sul motore di ricerca, e che non offrono un reale beneficio all’utente. Di contro, saranno premiati i white hat: qualità dei contenuti, usabilità per l’utente, velocità del sito, originalità e inserimento nelle pagine le parole chiave più adatte al fine di migliorare la visibilità del sito stesso sui motori di ricerca.

Nel mirino di questo “webspam algorithm” ci sono principalmente il keyword stuffing e il link spam, che interferiscono artificiosamente sul naturale posizionamento dei siti web:

  • keyword stuffing: quando vi è l’inserimento di testo nascosto, o pagine piene di keyword, che cercano palesemente di manipolare le SERP;
  • link spam: quando i link siano decontestualizzati ed estranei al resto dei contenuti; si tratta di una tecnica più difficile da identificare attraverso un algoritmo.

Il Penguin Update è stato rilasciato in contemporanea in tutte le lingue e interesserà il 3.1% circa delle query in lingua inglese e il 3% circa delle query in tedesco, cinese e arabo, con qualche eccezione per alcune lingue, particolarmente gradite ai webspammer, come il polacco.

Sulla rete questa novità ha suscitato un’eco potentissima: tutti parlano delle possibili ripercussioni di questo aggiornamento e addirittura Searchmetrics ha pubblicato nel suo blog una lista di “vincitori e vinti”, elencando i domini che nelle ultime ore hanno subito gli scossoni maggiori in termini di visibilità, persa o acquisita, su google.com. Naturalmente e dati sono da prendere con le pinze perché poco prima del rilascio del Penguin Update c’è stato l’aggiornamento Panda 3.5 (19 aprile) e il problema con il parking domain classifier, che è, però, rientrato.

Si tratta, dunque, di tenere sotto controllo le chiavi di ricerca che si stanno spingendo di più tramite gli strumenti SEO e il web marketing, per osservare le possibili variazioni all’interno delle SERP. Considerando, ovviamente, che molti degli spostamenti registrati potrebbero essere determinati da Panda 3.5 piuttosto che da Penguin. Ecco alcuni consigli da tenere a mente affinché “Penguin” non colpisca il vostro sito per “eccesso di ottimizzazione”.

  • Fate in modo che i vostri title siano autentici: devono suonare “reali” e scritti veramente da esseri umani con l’intento di farsi comprendere e non come una mera successione di keywords.
  • Non esagerate con i link interni: come tutti i SEO sanno, non conta la quantità di link che mettiamo all’interno di una pagina, ma conta l’anchor text e la “tematicità” della pagina che andiamo a linkare. Mettere una successione di link non aumenterà il valore della pagina, anzi la farà semplicemente apparire manipolatoria e piena di spam, tanto agli occhi dei motori di ricerca quanto a quelli dell’utente.
  • Usate il footer in modo saggio, mettendo in esso link che rimandino a ciò che la gente si aspetta realmente di trovare: insomma, mettete i link nel modo più naturale possibile.
  • Non create blocchi di contenuto strabordanti di keywords e cercate di variarle il più possibile.
  • Evitate lo scambio link.
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