Google Tax: continua la guerra dei diritti in Francia e Germania

Google-Tax-2012È già stata ribattezzata Google Tax la proposta di legge, presentata il 30 agosto dal governo della Cancelliera Merkel e ora in discussione al Bundestag, che obbliga i motori di ricerca a rifondere una quota relativa al diritto d’autore agli organi di informazione tedeschi nel caso visualizzino titoli o estratti di articoli sulle proprie pagine di news.

Si riaccende così la polemica su un tema controverso e ancora molto dibattuto: a essere messa sotto la luce dei riflettori è ancora una volta la vasta e utilizzatissima “rassegna stampa” che in tempo reale Google propone sulla propria pagina Google News.

Ma Google ribatte: il “servizio” di Google News non è un appropriarsi di informazioni prodotte da altri editori, ma anzi una “vetrina” per gli editori, che possono così rendere visibili i propri prodotti – ovvero le informazioni – alla grande platea degli utenti Google. Prende la parola il portavoce tedesco dell’azienda, Kay Oberbeck, sulla propria pagina di Google Plus: “Con questo progetto di legge la ricerca sulla Rete sarebbe enormemente danneggiata. Questo intervento è senza precedenti. Ciò significa minor numero di informazioni, costi più alti e forte incertezza giuridica. La comunità Internet tedesca, i politici di tutti i partiti al governo o all’opposizione, l’economia tedesca, la comunità scientifica, devono rifiutarla all’unisono. Ci auguriamo che il parlamento riesca a fermarlo”.

Ma a pensarla così non è solo il Governo tedesco: sulla scorta di questo passo mosso dalla Germania, anche gli editori francesi si stanno attovando e chiedono misure di tutela simili anche nel loro Paese. Anche il governo di Francois Hollande vuole una legge per ottenere parte dei ricavi generati dalle news pubblicate e indicizzate su Google News. Secondo il Canard Enchainé, il fisco francese avrebbe già inviato al search engine una richiesta per tasse mai versate di 1,7 miliardi e non di un miliardo di euro, com’era stato detto inizialmente.

Ma anche in questo caso Google ribatte: com’è noto, infatti, aveva minacciato di abbandonare la Francia in caso di emanazione della “Google Tax”, ricordando che le news pubblicate su Google News generano 4 miliardi di click all’anno verso i siti dei giornali transalpini.

Anche in Italia la questione è in auge già da diversi anni: dopo una vertenza aperta dalla Fieg, la Federazione Italiana Editori Giornali, nel 2009, proprio contro Google presso l’Antitrust – sempre in relazione alla questione della violazione di copyright – tra gli editori di giornali e il colosso dei motori di ricerca si è arrivati a un pre-accordo piuttosto farraginoso e non ancora operativo. Si tratta di una speciale licenza – Repertorio Promopress – definita e resa pubblica lo scorso 1° luglio dalla Fieg – per l’utilizzo di tutti i contenuti editi dai principali editori di giornali. In questa sorta di archivio confluiranno i contenuti pubblicati da tutti gli editori aderenti alla Fieg, che potranno essere utilizzati dietro pagamento della fee; al momento hanno aderito solo alcune società che forniscono rassegne stampa, ma i tempi sembrano maturi per un’accelerazione in questo senso.

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