Tecnologia NFC: per i pagamenti si usa il telefonino

Tecnologia-NFC-SmartphoneMobile e tecnologia NFC: un connubio che, stando alle recenti indagini e analisi, sembra destinato a diventare sempre più solido. Se è vero, infatti, che il mobile commerce rappresenta il futuro delle vendite, la tecnologia NFC rappresenta lo strumento più adatto ai pagamenti poiché installata su molti degli smartphone oggi in circolazione. Grazie a tale tecnologia è possibile effettuare una transazione di denaro o uno scambio di dati mediante il semplice avvicinamento del telefonino a un apposito sensore: i due device, a breve distanza l’uno dall’altro, possono dialogare grazie alla SIM card in grado in incorporare al suo interno le firme digitali di vari servizi con cui l’utente viene identificato.

Un cambiamento che potrebbe dare il via a una vera e propria rivoluzione: vi basti pensare, ad esempio che, invece di usare le monetine per il distributore per il caffè, per la mensa o qualsiasi altra forma di pagamento, i dipendenti potrebbero usare comodamente il cellulare; entrare in un negozio munito di tecnologia NFC potrebbe significare avere immediatamente sul proprio smartphone un elenco di tutte le promozioni e le offerte speciali del momento, o all’ingresso di un ufficio pubblico si potrebbe essere immediatamente informati sui tempi di attesa per gli sportelli e così via. Si tratta di un grande passo in avanti nel mondo della telefonia: i nuovi cellulari verranno integrati con questa tecnologia trasformeranno il nostro apparecchio per telefonare in una sorta di badge.

Stefano Gastaut, direttore consumer mobile di Vodafone – dal mese scorso impegnato in un trial con i propri clienti per testare il servizio – ci spiega in che modo tale tecnologia possa essere applicata ai pagamenti. Per prima cosa, la tecnologia Nfc, acronimo per Near field communication o comunicazioni a breve distanza, è una delle favorite per i pagamenti online perché offre numerosi vantaggi, a partire proprio dalla stretta sinergia con i dispositivi smartphone, senza considerare il plus che offre per quanto riguarda la sicurezza, tema centrale quando si parla di pagamenti: la carta SIM, infatti, è l’elemento sicuro di questo sistema di pagamento e (almeno finora) non è mai stata violata dagli hacker. Senza dimenticare la semplicità dello strumento, aggiunge Stefano Gastaut: “Nel tempo credo che questa modalità di acquisto potrebbe prendere il posto delle carte di credito. Il telefono cellulare è ormai l’oggetto che ci si porta sempre dietro, e ha quindi un oggettivo vantaggio sulla carta di credito. In una prima fase credo saranno privilegiati gli acquisti di importo contenuto, presso esercizi come parcheggi, bar e mense, e in genere quelli inferiori ai 20 euro, anche per una sorta di prova da parte dei clienti.”

Insomma, in Italia i tempi sembrano maturi per questo cambiamento, sia perché gran parte della popolazione è in possesso di uno smartphone e perché il funzionamento di questo tipo di servizi è estremamente semplice e intuitivo. Il primo a varcare questa frontiera è stato il Giappone, dove il progetto è stato lanciato due anni fa e in meno di 700 giorni ha raggiunto un risultato incredibile: sono stati venduti oltre 14 milioni di cellulari abilitati a questa tecnologia. Nel resto del mondo siamo ancora in una fase di test. Tra i progetti più rivoluzionari si trova quello dell’aeroporto francese che prevede l’utilizzo di smartphone come pass di sicurezza e apparecchio per pagare parcheggi e merci all’interno dello scalo e il progetto italiano chiamato “Buono Pasto Mobile” che consente di pagare il pasto attraverso il cellulare. Ma anche in Italia la fase di testing dà buoni risultati: i Musei Capitolini di Roma si sono prestati a questa fase sperimentale, permettendo ai visitatori con apposito smartphone integrato di accedere ai contenuti multimediali delle opere.

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