Vendere online in Cina: gli errori da non commettere

cina ecommerce mda in italyLe dimensioni e le potenzialità del mercato in Cina attirano imprenditori da tutto il Mondo, allettati dalle possibilità offerte da questo Paese. Non va però dimenticato che la Cina ha una cultura millenaria e le modalità di interazione con il mondo sono tutt’altro che banali, caratterizzate da mille sfaccettature. L’atteggiamento del consumatore cinese è diverso da quello americano ed europeo, e a questo vanno adattate le caratteristiche di un potenziale ecommerce in Cina. L’errore più grossolano che sta alla base di tanti insuccessi è trascurare, abbagliati dal miraggio di oltre un miliardo di consumatori, la peculiarità e competitività del mercato cinese, oltre ai tre grossi vincoli: lingua, logistica, localizzazione. Secondo eMarketer nel 2012, il numero di utenti che hanno fatto shopping via ecommerce in Cina ha raggiunto 220 milioni, di gran lunga superiore a 150 milioni negli Stati Uniti. Boston Consulting Group in un proprio studio prevede che l’ecommerce in Cina vedrà una crescita esponenziale fino al 2015, con una spesa che potrebbe fare della Cina un mercato dell’ecommerce stimato in oltre 2.000 miliardi di RMB e verderla superare le dimensioni del mercato statunitense.

Qualche dato utile

Ecco un riepilogo di alcuni dati interessanti per gli ecommerce, emersi dallo studio BCG:

  • Meno del 10% della popolazione urbana nel 2006 ha acquistato via ecommerce in Cina. Ma il numero è aumentato al 23% nel 2010 e dovrebbe raggiungere il 44% entro il 2015.
  • Circa 30 milioni di consumatori in Cina dovrebbero fare acquisti via ecommerce per la prima volta tutti gli anni fino al 2015.
  • L’ecommerce in Cina passerà dal 3,3% che rappresenta il valore totale al dettaglio del Paese oggi al 7,4% nel 2015. Negli Stati Uniti ci sono voluti dieci anni per realizzare una tale crescita.
  • Entro cinque anni, la maggior parte degli attuali fruitori di ecommerce in Cina spenderà 6.220 RMB (o circa $980) all’anno, il doppio di quanto spende oggi. Questo dato è vicino alla media degli Stati Uniti di $1.000 pro-capite.

Il basso costo delle spese di spedizione in Cina dà all’ecommerce una spinta costante. Il costo medio è di $1 per spedire un pacco di 1 kg, contro i $6 negli Stati Uniti.

Valutazioni dagli addetti ai lavori locali

Secondo i dati dello EU SME Centre, l’istituto che supporta le attività di business delle piccole medie aziende europee che vogliono operare nel mercato, entro il 2015 saranno 750 milioni gli utenti in Cina, che già oggi è il più importante mercato del Mondo per l’ecommerce. Chris Cheung dello EU SME Centre ha tracciato, in un recente incontro con operatori italiani, un profilo degli acquirenti cinesi di un sito come Taobao, una delle più popolari piattaforme di ecommerce in Cina. «Circa il 60% degli utenti cinesi – spiega Cheung – ha tra i 25 e i 35 anni. Vivono per il 70% nelle aree urbane e hanno uno stipendio mensile inferiore ai 5000 yuan al mese, circa 600 euro. Sono soprattutto studenti per il 28,6%, impiegati per il 18,2%, freelance o lavoratori in proprio per il 16,4%, e professionisti o tecnici per il 10,8%. Le donne - sottolinea Cheung – contano per il 45% del totale degli utenti Internet, una percentuale in aumento rispetto al solo 20% di dieci anni fa». Questi dati riflettono non solo la forte domanda dei consumatori via ecommerce in Cina, ma anche la grande crescita dei consumi, per lo più generati dalle città di terzo o quarto livello, che è stata molto superiore a quella delle città del primo e secondo livello.

Consigli per il futuro

Dall’analisi dei dati illustrati si evince che affrontare il mercato in Cina comporta una seria ed attenta pianificazione, unita ad una strategia commerciale che deve essere supportata da un congruo investimento. L’ ecommerce è ormai parte integrante delle economie emergenti, ma non si può prescindere dalla comprensione di casi pratici come Alibaba Group, che incarna proprio il modello di crescita dell’ecommerce in Cina. Alibaba è stata fondata a Hangzhou nel 1999, e comprende anche Taobao e T-mall. Spinto dalla nuova modalità di consumo in ambiente Internet, l’ecommerce è diventato il modello di business dominante in Cina. Con una promettente prospettiva, l’ecommerce sarà il volano che inciderà profondi cambiamenti sul retail e sull’aumento della spesa interna procapite in Cina. A fronte di grandi opportunità si nascondono, per coloro che ritengono di cavalcare la crescita dell’economia cinese, grosse insidie. Gli ecommerce delle aziende italiane che vogliono fare affari in Cina, ad esempio, devono essere tradotti in cinese e accettare carte di credito cinesi. Se il sito invece dovesse essere basato fuori dalla Cina, le consegne possono essere trattate alla stregua delle importazioni, con relativi costi e tariffe, ma i siti che non hanno ottenuto la licenza dalla Cina corrono il rischio di essere bloccati dalle autorità locali.

Se un’azienda italiana ha in animo di affrontare il mercato cinese deve rivolgersi ad aziende specializzate nell’affrontare l’apertura della attività in loco. Fare attività di ecommerce in Cina significa competere sul più importante mercato del Mondo e non lo si può affrontare alla leggera. Volete aprire punti vendita o ecommerce in Cina? Scrivetemi a info@lmlcompany.it: vi aiuterò a portare il vostro business, sia online sia offline, anche in Oriente.

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