Quali sono le fonti che davvero portano traffico ai siti delle aziende B2B

Fonti-Traffico-B2BL’era “social” non conosce rivali né precedenti, eppure i dati in merito affermano che i social media portano pochissimo traffico ai siti delle aziende B2B che li utilizzano, addirittura soltanto l,9%.
Quali sono allora i canali più adatti e fruttuosi per generare traffico verso i siti delle aziende B2B e fare lead? E, tra i social, c’è qualcuno che raggiunge realmente lo scopo di portare traffico con alto tasso di engagement?

A queste domande cerca di fornire una risposta lo studio che va sotto il nome di “B2B Marketing Benchmarck Report”, della società di software Optify, che ha preso in analisi oltre 62 milioni di visite, 215 milioni di pagine viste e 350mila contatti profilati sui siti di più di 600 piccole e medie aziende che operano nel B2B.

Che cosa è emerso?

Il traffico maggiore è organico, ovvero generato dai motori di ricerca. Essi portano ai siti B2B ben il 41% delle visite: Google, che copre il 90% del mercato dell’organic search, è quindi il “re” del traffico, responsabile del 36% delle visite.
La seconda fonte di accessi è il traffico diretto, ovvero le visite che arrivano al sito perché l’utente ha digitato l’indirizzo esatto nel browser: non sorprende che il traffico diretto detenga una quota così alta in ambito B2B, dove le aziende hanno probabilmente buona conoscenza degli interlocutori di loro interesse.
La terza fonte di traffico (11,5% delle visite generate) sono i siti “terzi” che contengono link di referral.
In quarta posizione vi sono gli annunci a pagamento sui motori di ricerca.
Ultime posizioni per i social network e email, che detengono percentuali molto esigue.

Leggermente diversa è, però, la situazione se si analizzano i dati dal punto di vista della lead, ovvero della generazione di contatti di utenti profilati: in questo caso il maggior numero di lead è portato dal traffico diretto e a seguire da quello organico. Anche in questo caso i social media sono all’ultimo posto.

Il maggior tasso di engagement, secondo lo studio, è generato dalle email che, almeno nell’ambito del B2B, si conferma come il canale più efficace: l’invio di messaggi o newsletter ha un tasso di conversione del 2,89%.

Abbandonare, dunque, i social? Lo studio dell’Opify – in realtà – non suggerisce affatto di accantonare i social media, poiché la potenzialità insita in essi è notevole; il primato del traffico lo detiene Facebook, che porta ai siti B2B il 54% delle visite; segue Twitter con il 32% e LinkedIn al terzo, con il 14%. Twitter è però il canale che genera di gran lunga il maggior numero di lead, con una quota record dell’82%; mentre LinkedIn è primo per pagine viste: chi arriva su un sito B2B da LinkedIn, cioè, vede il maggior numero di pagine (2,48) rispetto a chi arriva sia da Facebook (1,94%) sia da Twitter (1,51).

Infine, le conversioni, che in definitiva, soprattutto per le aziende B2B, sono il parametro di più rilevante: la performance migliore è quella di Twitter, con il 2,17%, seguito a distanza da LinkedIn (0,80%) e Facebook (0,74%). Considerato che la percentuale media di conversione calcolata su tutte le fonti di traffico è, 1,60%, Twitter si rivela il canale che veicola le visite di maggiore “qualità”.

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