I dati confermano il difficile rapporto tra e-commerce e social media

Vendere-con-Social-MediaLo conferma il report di Monetate: il rapporto tra i social media e i siti web di e-commerce non è tutto “rose e fiori” come spesso si tende a credere. Qual è la fonte di traffico migliore e il motore degli acquisti online, considerando l’aumento degli investimenti dei brand verso i social?

Sono queste le domande a cui tenta di dar risposta il rapporto EQ (E-commerce Quarterly), che ha preso in esame oltre 500 milioni di esperienze di shopping online nel primo trimestre del 2013.

Sono davvero così influenti i social nel processo d’acquisto online?

Dai dati analizzati è risultato che in questo trimestre i social hanno rappresentato solo l’1,55% di tutto il traffico e-commerce verso i migliori siti, lontano dai dati raccolti dai motori di ricerca (31,43%) e dalle email (2,82%). Inoltre, le piattaforme complessive di social media hanno avuto un tasso di conversione del 0,71%. Rispetto al 4° trimestre del 2012, il traffico e-commerce generato nel 1° trimestre 2013 sommando i dati dei social network pare sia diminuito o rimasto invariato.

Il report evidenzia una anomalia generata da Pinterest, che ha inviato nel primo trimestre più traffico ai siti web di e-commerce di quanto abbia fatto il retail nel quarto trimestre. Pinterest ha avuto il più alto valore medio dell’ordine (80,54 dollari) tra le reti social.

In merito ai tool utilizzati, tablet e smartphone hanno rappresentato il 21% del traffico, rispetto ad appena il 2% di due anni fa e tablet (10,58%), gli smartphone in realtà guidati (10,44%) nel traffico e-commerce.

Non investire, quindi, i social?
I social network fanno ormai parte delle nostre abitudini quotidiane, compresa quella dell’acquisto. Nonostante spesso la presenza di un’Azienda su un social media non si trasformi necessariamente in una conversione, l’assenza da questi canali è fortemente penalizzante per la reputazione e per la visibilità dell’Azienda stessa.

I social rivestono un’importanza fondamentale sia nella fase che precede l’acquisto, in quanto favorisce la conoscenza e diffuzione del brand, ma anche e soprattutto nella fase post-vendita, in quanto permettono agli utenti di condividere la propria esperienza d’acquisto e di consumo.

Laddove l’utente non si ritenga soddisfatto allora vi sarà un chiaro incentivo a esprimere il proprio disappunto fino a ledere la rappresentazione del valore dell’azienda che altri utenti possano avere controllandone la reputazione online. Ecco perché non solo è determinante per un’impresa monitorare i commenti che dovessero emergere al proprio riguardo e non solo sarà necessario contro argomentare i giudizi negativi nei quali dovesse imbattersi, ma ciascun sito di e-commerce dovrà stimolare da parte della maggior parte di utenti possibile la condivisione della propria esperienza così che la propria immagine sia più fedele alla qualità totale delle attività condotte.
Offrire un canale di customer care sui social media è una delle risposte alla sfida posta dalla reputazione online.

Promuovere il proprio brand e presidiare i canali social è la grande sfida del Web 2.0, una sfida da affrontare con competenza e creatività. Se vuoi lanciare un progetto di e-commerce o sei interessato a conoscere le opportunità di e-business e di web marketing per la tua azienda, contattami senza impegno alla mail info@lmlcompany.it

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