Banzai sfida Amazon per conquistare l’e-commerce Made in Italy

Paolo-Ainio-BanzaiCon l’acquisto di Terashop, cui fanno capo MisterPrice, ePlaza e Bow – tre dei principali siti di e-commerce del mercato italiano – il gruppo Banzai lancia la sua sfida ad Amazon e mira a diventare il polo e-commerce di tutto il made in Italy. Una mossa coraggiosa che vuole tagliare la strada alla concorrenza per rafforzare la leadership nelle vendite online.

Ancora niente di certo – l’annuncio ufficiale dell’acquisizione è atteso per i prossimi giorni – ma il fondatore del gruppo Banzai, Paolo Ainio, sembra ben determinato a sfidare le big internazionali: il giro d’affari del gruppo dovrebbe crescere dai 130 milioni di euro incassati nel 2012 a 170 milioni. Una cifra di tutto rispetto anche se si tratta ancora di una frazione, certamente importante, della torta generale del commercio elettronico italiano che l’anno scorso ha registrato 9,5 miliardi di euro di scambi, inclusa Iva.

«Stiamo costruendo un sistema integrato media-commerce che aiuti aziende e consumatori a scambiarsi sempre più valore – spiega Ainio – e abbiamo individuato in Terashop (a cui facevano capo i tre canali appena acquisiti, ndr) una perfetta complementarità di prodotti con i nostri ePrice e SaldiPrivati». Banzai, oggi leader nella vendita online di articoli hi-tech, allargherà infatti il proprio raggio d’azione a elettrodomestici, casalinghi, giocattoli, articoli per la casa e il tempo libero. «Si tratta di segmenti di mercato in cui c’è più spazio – spiega l’amministratore delegato di Banzai Commerce, Edoardo Giorgetti – e da cui la distribuzione tradizionale sta sparendo lasciando un vuoto

Vuoto che il gruppo Banzai si propone di colmare e, in parte ha già colmato, raggiungendo i 15 milioni di utenti mensili sui propri siti, oltre 1100 marchi diversi e circa 600mila prodotti disponibili. Numeri assolutamente concorrenziali rispetto a quelli registrati da Amazon.
A differenza di quest’ultimo, però, Banzai opta per una strategia “verticale” con target sempre più precisi: «L’e-commerce – spiega Giorgetti – è prevalentemente un mercato locale. I consumatori preferiscono comprare da siti del loro Paese: in Gran Bretagna appena il 20% di chi fa acquisti online si rivolge a siti stranieri. In Francia la percentuale è del 12% e in Italia appena dell’8%.»

Il buon proposito per il 2014 è quello di consolidare la leadership in Italia su Internet nella vendita di beni. Ma anche di sviluppare meglio le relazioni con clienti e fornitori, sfruttando il posizionamento per diventare il principale riferimento di entrambi. In particolare per le aziende che vorranno sempre più comunicare con l’ecommerce e alle quali Banzai vuole offrire una sponda robusta «al 100% italiana e interamente concentrata sul mercato italiano».

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