E-commerce e Crowdfunding: gli assi nella manica dell’economia 3.0

Crowdfounding-E-CommerceI consumi calano in conseguenza della mancanza di liquidità, di lavoro e della precarietà economica? Il web e l’e-commerce sembrano mostrare una delle poche strade percorribili per uscire dalla crisi, trasformando le abitudini d’acquisto di milioni di consumatori. Ma non solo.

La rete e la vendita di prodotti online stanno trasformando il valore dell’acquisto di un prodotto nel valore di percezione del mercato per il prodotto stesso, assumendo le forme di quello che in passato veniva chiamato test di mercato. Lo dimostra in modo evidente il fenomeno del crowdfounding – letteralmente, finanziamento della gente – che si sta imponendo sempre più come uno strumento rivoluzionario dei paradigmi economici, sia produttivi che commerciali.

Il crowdfounding si inserisce a pieno titolo nella rivoluzione socio-economica che – in particolar modo negli ultimi anni – sta investendo l’Europa e anche il nostro Paese; la funzione positiva del crowdfounding per l’economia si manifesta in differenti aspetti positivi:

  • fa aumentare la spesa da parte degli utenti mettendo in movimento un sistema di consumi inceppato;
  • consente la nascita e lo sviluppo di progetti/idee/startup che sono testati tramite il mercato reale e non attraverso precompilati business plan;
  • offre un’opportunità ai Grandi di avvicinarsi al mercato con un nuovo strumento per valorizzare (e soprattutto testare) nuove idee e prodotti.

Ai suoi esordi, il crowdfounding rappresentava uno strumento per creare condivisione rispetto a un prodotto o a un’idea imprenditoriale: nell’epoca dei social – Facebook e Twitter in testa – quando l’awareness e l’engagement si basa sui like e sui retweet, il crowdfounding ha potenziato al massimo il valore della condivisione e della preferenza degli utenti. In questo caso i like rappresentano il versamento di una quota che ci permette di opzionare l’acquisto di un determinato prodotto, che sarà realizzato e diverrà tale solo al raggiungimento di un target economico prestabilito.

Anche in Italia stiamo cominciando ad accorgerci di come questo nuovo sistema di validazione delle idee (e di un prodotto) possa essere efficace nel contesto economico attuale. Le potenzialità per un sistema industriale creativo come quello italiano contemporaneo, ricco di idee ma povero di finanziamenti, sono infatti enormi.
E’ negli Stati Uniti che, tuttavia, il fenomeno del crowdfounding ha raggiunto già una configurazione più organizzata e definitiva, grazie a piattaforme quali Kickstarter e Indiegogo grazie alle quali le major (cinematografiche, discografiche, aziende tech) possono fare testare le idee prima di acquisirle.

Il potenziale del crowdfounding – in particolar modo nell’ultimo biennio – sta mostrando tutto il suo potenziale rivoluzionario, sia dal punto di vista economico che culturale: il crowdfunding infatti fornisce direttamente al consumatore il potere massimo di scelta, ovvero far nascere o no un prodotto. Una rivoluzione del tutto inedita che consente agli sconosciuti di vedere premiata la propria creatività direttamente dalla gente indipendentemente dal proprio background professionale. Per questo il crowdfounding apre nuove, e ancora tutte da esplorare, prospettive di comunicazione diretta con il pubblico di consumatori da parte delle grandi aziende, permettendo allo stesso tempo di sostenere i segmenti più creativi e vivaci della nostra economia.

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