Moda online e Fashion E-commerce, il caso Blumarine

Ecommerce-BlumarineGianguido Tarabini, amministratore delegato del gruppo Blufin – cui fanno capo i marchi Blumarine e Blugirl – ha recentemente rilasciato un’intervista per spiegare come, nell’ambito dell’alta moda e del made in Italy, sia di vitale importanza non solo consolidarsi sui mercati dove si ? storicamente presenti, ma anche cercare nuovi bacini di utenti attraverso il canale e-commerce. La strategia del gruppo , infatti, consiste nel puntare su una crescita corale nei principali mercati e simultaneamente trovarne di nuovi grazie al commercio online, pur mantenendo la propria dimensione di gruppo familiare votato a un prodotto made in Italy e a forte componente artigianale, motivo per il quale esclude una quotazione in Borsa.

Stando alle parole di Tarabini, l’anno in corso ha presentato per l’economia mondiale – e nello specifico anche per quella del gruppo – un momento piuttosto complesso a casa della crisi internazionale che ha visto coinvolti Ucraina, Russia e Paesi dell’Unione europea, mercati tanto importanti per il gruppo Blufin da rappresentare circa il 20% del fatturato totale dell’Azienda. Com’? noto infatti, i russi e gli ucraini sono una clientela molto importante, molto attratta dai beni del made in Italy e ben disposta a spendere nei negozi di Milano, Parigi, Saint Tropez, Montecarlo e cos? via.

Altri mercati importanti sono il Medio Oriente, il Far East, il Giappone. In Europa il principale ? la Francia, dove il gruppo Blufin ha quattro negozi. Anche gli Stati Uniti sono un mercato importante, ma, come ? noto, sul mercato a stelle e strisce ? necessario investire molto per avere un ritorno importante. Ancora, indiscutibile ? il peso del mercato cinese, da sempre attratto dal Made in Italy.

E quando si parla di Made in Italy, Tarabini ci tiene a precisare che per il gruppo Blufin “non esiste altro che il Made in Italy“: “su Blumarine il 99,9% ? made in Italy, solo alcuni ricami sono realizzati all?estero. Tutto ? prodotto tra la nostra zona (il gruppo ha sede a Carpi, ndr) e i laboratori ai quali ci appoggiamo, che sono dislocati nel Nord, nel Centro e nel Sud Italia. Anche per quanto riguarda Blugirl, siamo vicini al 100%. Per darle una percentuale direi tra l?80 e il 90%, ma pi? vicino al 90%”.

Anche su Internet il gruppo si sta muovendo: inizialmente presente solo sugli e-shop del settore fashion, di recente Blufin ha iniziato attraverso il proprio sito istituzionale, a lavorare sull?e-commerce. “Ancora ? una piccola parte del business totale per? sta cominciando a dare i suoi frutti“, dice Tarabini.

Il concept del progetto e-commerce comunica efficacemente la brand image di Blufin e stimola l?acquisto online, grazie ad una struttura disponibile in sei lingue (italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo e russo), valorizzando ogni linea e facilitando la navigazione dei prodotti per collezione, colore, taglia e pricing. Una navigazione semplice attraverso qualsiasi dispositivo ? computer, tablet, smartphone, cellulari e web tv, con l?obiettivo di rinnovare la presenza in rete, creando una relazione diretta con le clienti. Ma ancora nessuna quotazione in borsa, “il nostro ? un family business e preferisco tenerlo tale”, conclude l’amministratore.

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