Accordo tra Ebay e Confcommercio, a cosa serve

accordo-ebay-confcommercioAd alcuni può sembrare un paradosso, eppure Confcommercio ha recentemente siglato un accordo con Ebay, il famoso e-commerce attivissimo nelle vendite online. Ma qual è il motivo di questa decisione?

L’obiettivo di Confcommercio è quello di aiutare i propri iscritti, che ammontano a oltre 700mila, ad aprire un negozio on line (oggi sono 25mila le Pmi che lo fanno su ebay). Non è sfiducia nel “negozio fisico” che, di certo, non scompare né oggi né nel futuro, ma è lo store online rappresenta una nuova opportunità per restare sul mercato e ampliarlo, grazie a una vetrina virtuale che permette all’esercente di raggiungere un maggior numero di consumatori,  come spiega Alessandro Micheli presidente nazionale dei giovani imprenditori di Confcommercio.

Eppure ancora molti esercenti non colgono o sono restii a cogliere questa nuova sfida, per varie ragioni. In primo luogo perché tra Pmi e commercianti c’è ancora una scarsa competenza informatica e un forte retaggio culturale che fa vedere ancora con sospetto l’ecommerce. Per questi motivi Confcommercio e eBay hanno siglato una partnership, per dare sostegno a chi vuole sbarcare sul mercato del commercio elettronico. L’accordo prevede una guida a eBay, corsi di formazione sul territorio e sei mesi di utilizzo gratuito della piattaforma per gli associati. Nell’occasione eBay ha presentato una ricerca realizzata da Tns sul chi ha deciso di non vendere online, oltre il 90% del totale, da cui emergono i dubbi delle imprese ma anche le grandi potenzialità del settore. Il 95% del totale ha infatti una connessione internet, ma solo il 52% un suo sito e il 92% non ha mai preso in considerazione l’idea di vendere online, perché la maggior parte lo ritiene un canale complesso, con alti costi e senza ricadute sul fatturato.

I corsi sono pensati proprio per superare queste resistenze: «Uno dei compiti di un’organizzazione di rappresentanza – spiega Micheli – è diffondere la cultura dell’innovazione, con questa iniziativa volgiamo permettere alle imprese di avvicinarsi a una modalità di vendita sempre più importante e aumentare il bacino di clienti, facendo comprendere il mondo digitale e i suoi costi, che non sono così elevati».

Alla presentazione è intervenuto anche il general manager Italia di eBay, Claudio Raimondi, che ha ricordato come l’omnicanalità, l’attività online che si affianca a quella tradizionale, «è il futuro, il rischio è non esserci». Lo dicono anche i numeri: oggi il 4% del valore del commercio italiano passa da internet. Ma è solo l’inizio visto che questa quota in Francia, Inghilterra e Usa oggi è già tra il 12 e il 16 per cento. Tanto che l’e-commerce – che oggi vale 14,7 miliardi – cresce con un incremento medio del 15-20% annuo e quest’anno crescerà del 24% in termini di volumi e del 15% in termini di valori. L’e-commerce permette alle imprese «di avvicinarsi ad una modalità di vendita sempre più importante – sottolinea ancora Micheli di Confcommercio – consentendo di raggiungere un bacino di clienti più ampio e geograficamente più lontano e, contemporaneamente offrire un ulteriore canale di contatto alla clientela locale, normalmente servita dal negozio fisico». Anzi la vetrina on line può essere un modo per portare nuovi clienti in negozio come accade già all’estero con il sistema che sta prendendo sempre più piede: quello del “compra on line e ritira in negozio”.

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