E-commerce e moda: un connubio amato dagli italiani

Nel 2010, l’e-commerce dei siti italiani di moda ha registrato un giro d’affari di 491 milioni di euro, conseguendo in un solo anno una crescita del 43% (Dati raccolti dalla School of Management del Politecnico di Milano con la collaborazione di Netcomm).
Nonostante i numeri siano ancora limitati rispetto alle tradizionali vendite nei negozi reali, l’abbigliamento – come ha sostenuto Riccardo Mangiaracina di B2c Netcomm, intervistato da MF Fashion – è il settore che ha registrato la crescita più elevata nell’ambito dell’e-commerce ed è un trend che molto probabilmente continuerà a crescere anche nei prossimi anni.

Tutto è iniziato nel 2008, quando c’è stato l’ingresso in Italia di due colossi stranieri di vendite online: Privalia e Vente-privee. In un anno, il mercato italiano è diventato una delle principali aree di sbocco.

Si sa, la moda piace agli italiani. Ciò che stupisce maggiormente però è l’abilità con cui la pratica dell’e-commerce in questo settore è riuscita a vincere e ad aggirare la crisi. Buona parte del merito va in particolare alle vendite a tempo realizzate tramite gli shopping club che, come abbiamo visto, sono molto diffusi sui social network.
I temporary shop online, che prima riguardavano in modo quasi esclusivo solo l’abbigliamento, si sono estesi anche agli accessori, al design e al food e registrano un grande seguito grazie alle costanti promozioni e offerte.
Aziende come Privalia, BuyVip (recentemente acquisito dal colosso Amazon), Saldiprivati-Born4shop e Ovo.it, nel solo 2010 hanno aumentato del 143% il giro d’affari, raggiungendo quasi 90 milioni di euro, una quota pari al 18% rispetto al valore complessivo dell’e-commerce italiano di abbigliamento.

Se si escludono le vendite temporanee invece, la rimanente quota di vendite online è dominata da Yoox che, come vetrina multimarca e piattaforma specializzata nella progettazione e gestione di store online, rappresenta da solo in Italia oltre il 10% dell’e-commerce di abbigliamento.

(Via consorzionetcomm.it)

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