Facebook Marketplace è arrivato anche in Italia

Dal 14 agosto è disponibile anche nel nostro paese Facebook Marketplace, la funzione con cui gli utenti possono compare e vendere oggetti online da altri iscritti.
La nuova feature si attiva a seguito di un aggiornamento. Se si usa Facebook da desktop, vi si può accedere tramite un’icona presente nel menù a sinistra. Se invece si utilizza l’app su mobile, la si può trovare in basso in iOS o in alto su Android.

Il funzionamento è piuttosto semplice. Facebook Marketplace riporta una serie di annunci selezionati da uno specifico algoritmo sulla base degli interessi dell’utente. Interessi che sono individuati soprattutto a seconda dei like messi sulle pagine o degli oggetti ricercati sullo stesso Marketplace.

Qui è infatti presente un motore di ricerca interno in cui digitare il prodotto. In alternativa è possibile anche filtrare i risultati per categorie merceologiche, prezzo o distanza geografica del venditore.
Chi invece vuole vendere qualcosa, deve solo postare la foto dell’oggetto, inserendo nell’annuncio una breve descrizione e prezzo.

La compravendita è gestita in autonomia dai singoli utenti. Sono gli stessi iscritti ad accordarsi su prezzo e modalità di consegna della merce. Facebook non si assume quindi alcuna responsabilità al riguardo ma mette comunque a disposizione una pagina dove segnalare eventuali frodi o infrazioni del regolamento.
Facebook Marketplace, infatti, prevede alcune regole: la funzione è disponibile solo per iscritti maggiorenni ed è vietata la vendita di prodotti illegali come droghe, alcolici e animali.

Facebook Marketplace non è una novità assoluta. Era stato introdotto nell’ottobre scorso in Australia, Nuova Zelanda, Stati Uniti e Regno Unito. Per poi raggiungere anche Cile, Messico e Canada. Ora, oltre all’Italia, sarà attivo anche in altri 16 paesi europei: Austria, Svizzera, Irlanda, Danimarca, Norvegia, Belgio, Paesi Bassi, Svezia, Finlandia, Spagna, Repubblica Ceca, Lussemburgo, Germania, Francia, Ungheria e Portogallo.

La nuova funzione non è la diretta concorrente di marketplace come Amazon e neppure di piattaforme come eBay. Va piuttosto considerata competitor di siti di annunci come Kijii e Bakeca, siti in cui la trattativa commerciale è gestita interamente tra gli utenti.
In ogni caso Facebook Marketplace è una nuova concreta possibilità di comprare e vendere online e va così ad incrementare la compravendita sul web, in costante crescita come dimostra l’inarrestabile ascesa degli ecommerce.

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Cosa si aspetta il consumatore da un ecommerce

Di recente è stata condotta un’indagine online per individuare quali sono le priorità di chi acquista sul web. I risultati dimostrano chiaramente quali sono le esigenze degli e-buyer: velocità, competenza ed efficienza.

La ricerca è stata condotta negli Stati Uniti dal CMO Council e SAP Hybris su un campione di 2000 persone, intervistati, equamente suddivisi tra uomini e donne.
La maggior parte di loro (il 52%) ritiene che il tempo di risposta di un ecommerce sia un fattore determinante per valutare la propria esperienza di acquisto online.
Il 47% pensa invece che la priorità sia avere a disposizione personale competente in grado di garantire un’assistenza continuativa.

La mentalità dei consumatori, sia B2B che B2C, sta infatti cambiando rispetto a quella dei acquirenti degli store tradizionali.Per questo gli ecommerce devono iniziare a chiedersi se sono pronti a rispondere in modo ottimale a quelle che sono le esigenze di chi acquista online.

Un cliente insoddisfatto può infatti essere una grande minaccia per l’e-commerce e soprattutto per la sua immagine.
Sempre secondo l’indagine, il 47% degli intervistati ha dichiarato di smettere di acquistare presso un determinato ecommerce se insoddisfatto del servizio.
Non solo. Il 29% ha ammesso di divulgare la cattiva esperienza anche ad amici e conoscenti, in modo da metterli in guardia dal possibile utilizzo di quell’e-commerce.
E, come ben sappiamo, il passaparola ha un potere immenso, in positivo ma purtroppo anche in negativo. Una cattiva pubblicità può infatti essere deleteria e letale per un brand.

Riuscire però ad accontentare le esigenze dei consumatori  non è comunque sempre semplice. Dall’indagine è emerso infatti che chi acquista online ha spesso pareri contrastanti.
Alcuni degli intervistati lamentano di non essere premiati in alcun modo per la loro fedeltà nei confronti dell’ecommerce. Altri invece si dichiarano particolarmente soddisfatti per l’attenzione che l’azienda rivolge loro.

Insomma, ognuno ha una propria visione e aspettativa, complicata da un ulteriore aspetto e cioè che il cliente di solito valuta la propria esperienza di acquisto solo in base al risultato finale. Non si sofferma sul modo in cui l’ecommerce cerca di raggiungere tale risultato e sull’impegno che vi mette per ottenerlo. L’aspetto più importante è quindi l’efficienza del servizio.

Ecco perché, oltre a garantire un servizio impeccabile in termini di efficienza e di standard qualitativi, ogni ecommerce dovrebbe conoscere i propri clienti, reali e potenziali. È proprio questo il punto chiave: solo conoscendo il proprio target si può infatti strutturare un servizio che risponda al meglio alle esigenze del consumatore.

Velocità, competenza ed efficienza sono gli elementi che più incidono sull’esperienza di acquisto di un consumatore che compra online. Ma non bastano.

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ecommerce in Europa: gli ultimi dati

ecommerce in europaL’edizione 2017 Digital economy & society in the EU promossa da Eurostat, ha analizzato lo sviluppo del digitale a livello europeo nel 2016, prendendo in considerazione in livello di digitalizzazione e la diffusione del commercio online.

La ricerca ha quindi fotografato anche la situazione dell’ecommerce in Europa, Italia compresa.

Emergono dati interessanti che delineano bene anche la situazione nel nostro Paese.

A livello italiano, pur registrando numeri in continua crescita, le vendite online rimangono decisamente inferiori rispetto a quelle dei principali paesi europei.

I numeri sono piuttosto eloquenti.
In Inghilterra, ad esempio, il 67% dei giovani tra i 25 e i 34 anni ha acquistato arredamento online. In Italia la percentuale è solo del 14%. Oppure il 38% degli inglesi ha acquistato alimenti online, in Italia solamente il 4%.

O ancora: facendo riferimento sempre alla stessa fascia d’età, il 9% degli italiani ha comprato in Rete prodotti di elettronica, contro il 36% dei norvegesi. Oppure in Italia soltanto il 22% ha prenotato vacanze online. Un terzo rispetto al dato olandese o norvegese (65%).

ecommerce in Europa

Fonte: Digital economy & society

Ci sono invece considerazioni che valgono per tutti i paesi esaminati.
La prima riguarda l’età degli acquirenti online. L’e-commerce è apprezzato soprattutto dai trentenni, più precisamente dalla fascia 25-34 anni.

Di solito si tratta di persone con un’istruzione medio alta, più propensi ad acquistare online rispetto a chi ha un titolo di studio più basso.

Anche il luogo di residenza incide. Si nota che chi abita in zone con una maggiore densità di abitanti, quindi in città, compra più frequentemente online rispetto a chi vive in campagna o in località con una minore presenza di abitanti.

In generale i prodotti più acquistati online sono articoli sportivi e abbigliamento (60%), seguono poi vacanze e viaggi (52%), elementi d’arredo (44%) e infine biglietti di spettacoli e concerti (38%)

Ma chi sono i maggiori fruitori dell’e-commerce in Europa? Primi in assoluto gli inglesi. Secondo la ricerca, nel 2016, l’87% di coloro che hanno una connessione ha effettuato almeno un acquisto in Rete. Seguono i danesi (84%) e i tedeschi (82%).

ecommerce in Europa: gli ultimi dati

 

L’edizione 2017 Digital economy & society http://ec.europa.eu/eurostat/cache/infographs/ict/images/pdf/pdf-digital-eurostat-2017.pdf in the EU promossa da Eurostat, ha analizzato lo sviluppo del digitale a livello europeo nel 2016, prendendo in considerazione in livello di digitalizzazione e la diffusione del commercio online.

 

La ricerca ha quindi fotografato anche la situazione dell’ecommerce in Europa, Italia compresa.

Emergono dati interessanti che delineano bene anche la situazione nel nostro Paese.

A livello italiano, pur registrando numeri in continua crescita, le vendite online rimangono decisamente inferiori rispetto a quelle dei principali paesi europei.

 

I numeri sono piuttosto eloquenti.

In Inghilterra, ad esempio, il 67% dei giovani tra i 25 e i 34 anni ha acquistato arredamento online. In Italia la percentuale è solo del 14%. Oppure il 38% degli inglesi ha acquistato alimenti online, in Italia solamente il 4%.

O ancora: facendo riferimento sempre alla stessa fascia d’età, il 9% degli italiani ha comprato in Rete prodotti di elettronica, contro il 36% dei norvegesi. Oppure in Italia soltanto il 22% ha prenotato vacanze online. Un terzo rispetto al dato olandese o norvegese (65%).

 

Ci sono invece considerazioni che valgono per tutti i paesi esaminati.

La prima riguarda l’età degli acquirenti online. L’e-commerce è apprezzato soprattutto dai trentenni, più precisamente dalla fascia 25-34 anni.

Di solito si tratta di persone con un’istruzione medio alta, più propensi ad acquistare online rispetto a chi ha un titolo di studio più basso.

Anche il luogo di residenza incide. Si nota che chi abita in zone con una maggiore densità di abitanti, quindi in città, compra più frequentemente online rispetto a chi vive in campagna o in località con una minore presenza di abitanti.

 

In generale i prodotti più acquistati online sono articoli sportivi e abbigliamento (60%), seguono poi vacanze e viaggi (52%), elementi d’arredo (44%) e infine biglietti di spettacoli e concerti (38%)

 

Ma chi sono i maggiori fruitori dell’ecommerce? Primi in assoluto gli inglesi. Secondo la ricerca, nel 2016, l’87% di coloro che hanno una connessione ha effettuato almeno un acquisto in Rete.

Seguono i danesi (84%) e i tedeschi (82%).

 

 

Gli ultimi dati sull’ecommerce in Europa registrati dall’edizione 2017 Digital economy & society promosso da Eurostat e relativo all’anno 2016

 

Dai dati emersi dal Digital economy & society promosso da Eurostat, i trentenni sono i magiori fruitori di ecommerce in Europa e l’Italia è ancora indietr

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