L’avventura dei giovani calciatori, intrappolati con il loro allenatore nella grotta di Tham Luang in Thailandia ci sta facendo riflettere ed insegnando diversi temi. Abbiamo un gruppo di giovani calciatori, il loro allenatore, responsabile di averli portati nella grotta, ma allo stesso tempo l’unico adulto in grado di sostenere il gruppo per più di 2 settimane, i soccorsi provenienti da vari paesi con sub esperti d’intesa con i navy seal thailandesi, un sub che nelle operazioni di soccorso è morto, le famiglie che bivaccano da giorni all’ingresso della grotta in attesa di notizie dei loro figli, la solidarietà internazionale. Un allenatore, che si assume la responsabilità delle proprie scelte, i genitori che gli rispondono, i soccorsi che stanno procedendo speditamente. Una storia a lieto fine, che ci ha tenuto con il fiato sospeso per giorni, con un continuo alternarsi di speranza, emozioni, rischi, pericolo. La riflessione finale è sulla fantastica capacità umana di tirare fuori il meglio di sè nelle situazioni di pericolo. Lo spirito di sopravvivenza che attiva risorse impensabili. La solidarietà che ha portato dei sub stranieri a mettere a repentaglio la propria vita e mettere a disposizioni le proprie competenze per aiutare i ragazzi a rivedere la luce del sole ed a rincorrere i propri sogni.

Queste sono le storie che ci emozionano e ci fanno comprendere quanto sia bella la vita e che non si è mai soli, perchè, ovunque nel mondo c’è qualcuno disposto a darci una mano.

Ma come possiamo essere protagonisti nella nostra vita quotidiana sia lavorativa che familiare?

Da alcuni anni ho trovato la risposta nel coaching. Ma che cosa è il coaching ed a chi e che cosa serve? Grazie ad una amica scopro che nella mia città, Torino, opera una delle massime autorità internazionali nella psicologia dello sport.

Conosco ed inizio a frequentare i corsi del professor Giuseppe Vercelli, che da anni è consulente del CONI, segue la FISI ed altre federazioni sportive nazionali, oltre ad essere a capo del team di psicologi della Juventus. Anni di esperienza nel mondo dello sport che hanno permesso al professor Vercelli ed al suo team di elaborare un metodo, denominato dall’acronimo S.F.E.R.A., che elenca i 5 fattori, SINCRONIA, FORZA (punti di forza), ENERGIA, RITMO ed ATTIVAZIONE.

Decido di frequentare il master SFERAcoaching basato su 3 aspetti del coaching: quello sportivo, il business coaching ed il life coaching.

Coaching sportivo:

Il termine coach nasce nel mondo sportivo e viene usato per definire la persona che guida l’atleta o la squadra verso un risultato.
Il coach che lavora sulla prestazione mentale interviene ogni qualvolta l’atleta, pur possedendo le necessarie competenze fisiche, tecniche, tattiche, non riesce a raggiungere i risultati attesi.

In altre parole il coach mentale lavora sul far corrispondere la prestazione potenziale di un atleta con la sua prestazione effettiva, aiutando l’atleta a potenziare la propria Intelligenza Agonistica.

Alcuni obiettivi che si possono raggiungere con un percorso di sport coaching:

  1. gestione dell’ansia pre-gara

  2. aumento dell’autoefficacia personale, collettiva, di ruolo

  3. gestione della fatica

  4. controllo del dolore

  5. team building e team working

  6. comunicazione allenatore/atleti

  7. gestione del sonno e recupero energie

 

Business coaching

Il coaching  nasce con il preciso obiettivo di individuare e amplificare le potenzialità delle persone al fine di aumentare il loro rendimento.

SFERACoaching adotta questa metodologia di formazione emergente per rendere potenziali coach (colui che guida un percorso di coaching ) in grado di sviluppare nel coachee ( la persona che intrapprende un percorso di coaching ) la consapevolezza delle proprie risorse e attivare le giuste leve del cambiamento per raggiungere obiettivi professionali.

Un processo di business coaching standard dura in media 8-10 incontri suddivisi in:

  1. fase di analisi: comprensione delle domanda/stato problema e definizione obiettivi (obiettivo finale e intermedi);

  2. fase di ottimizzazione: elaborazione del progetto (come posso raggiungere gli obiettivi) e un modo di procedere concreto;

  3. fase di verifica: presuppone il raggiungimento chiaro e preciso degli obiettivi;

  4. fase di mantenimento: questa fase risponde alla domanda quanto è in grado ora il coachee di continuare in modo autonomo e quali sono i criteri per cui il mantenimento del progetto è garantito.

Life coaching

Così come il coach in ambito business guida il dirigente od il team verso un risultato, il life coach ha il compito di supportare e accompagnare tutti coloro, individui, coppie, o gruppi di persone, che hanno un obiettivo specifico da raggiungere, nella vita, nella famiglia, nelle relazioni o più in generale nel loro percorso di crescita personale, passando da uno stato attuale (problematico / insoddisfacente) ad uno stato desiderato (risolutivo / soddisfacente).

In altre parole il life coach è una guida che accompagna l’individuo ottimizzando e finalizzando l’uso delle proprie risorse per affrontare problematiche apparentemente irrisolvibili o di complessa risoluzione, potenziando la propria intelligenza agonistica.

Alcuni obiettivi che si possono raggiungere con un percorso di Life coaching:

  1. gestione dell’ansia e delle paure reali e proiettive

  2. aumento dell’autoefficacia personale, collettiva, di ruolo

  3. gestione dello stress e dell’affaticamento psicofisico

  4. controllo del dolore

  5. gestione delle relazioni

  6. miglioramento della comunicazione personale e di coppia

  7. gestione del sonno e recupero energie

  8. gestione del proprio tempo planning building

Una delle tecniche che efficacemente si possono utilizzare in un percorso di life coaching è l’ipnosi.

Un percorso standard di life coaching dura in media 8-10 incontri, suddivisi in fase di analisi e definizione obiettivi, ottimizzazione, verifica e mantenimento.

Nel metodo SFERA ha un aspetto importante la ipnosi, ma approfondirò questo tema con un post specifico.

Applico regolarmente una attività di coaching quando inizio un progetto ecommerce. Uno dei temi ricorrenti in un nuovo progetto, soprattutto se innovativo, come può esserlo un progetto ecommerce in una azienda che non ha mai avuto un sito web, era la scoperta a metà del percorso di non avere chiari gli obbiettivi. La definizione dell’obiettivo è una parte fondamentale del percorso di coaching e richiede, a volte, un lavoro di diverse ore. Definire un obiettivo può essere facile, farlo in modo efficace no. Il coach utilizza delle procedure per aiutare il coachée a definire bene il proprio obiettivo, rispettando le regole fondamentali che garantiscano la riuscita del percorso. Ricordate che, spesso, quando un obiettivo non si raggiunge è perchè era un obiettivo “mal formulato”. Da quando utilizzo il coaching per la definizione degli obbiettivi ho registrato risultati molto più positici, ma soprattutto idee più chiare da parte dell’azienda.

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