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Business online in abbonamento: il caso Amazon Prime

Alla fine di marzo centinaia di migliaia di clienti italiani di Amazon Prime hanno ricevuto nella loro casella di posta una mail, in cui il colosso dell’ecommerce di Seattle annuncia ai propri clienti l’aumento delle tariffe del servizio Prime.

Amazon Prime, l’abbonamento che prevede spedizioni illimitate gratuite e vari altri servizi, a partire dal 4 aprile ha aumentato il prezzo in Italia (da 19,99  a 36 euro all’anno) per adeguarsi alle tariffe europee. Come d’incanto, Amazon Italia vedrà nell’arco dell’anno praticamente raddoppiati gli introiti dal servizio ad abbonamento a Prime (+ 80%).

Questo l’impegno che Amazon ha preso con i suoi clienti nella mail inviata:” Amazon Prime è una combinazione unica di benefici su spedizioni, shopping e intrattenimento, e continueremo ad investire per aumentarne ancora di più il valore per i clienti. L’abbonamento ti offre spedizioni illimitate in 1 giorno su oltre 2 milioni di prodotti e in 2-3 giorni su molti altri milioni. Continueremo ad aggiungere nuovi titoli alla selezione di Prime Video, incluse serie TV esclusive come McMafia, Philip K. Dick’s Electric Dreams e The Marvelous Mrs. Maisel. I clienti Amazon Prime beneficiano inoltre di Prime Photos, che offre spazio di archiviazione illimitato per conservare tutti i tuoi ricordi, e dell’accesso anticipato alle Offerte lampo, che ti permette di acquistare le tue offerte preferite con 30 minuti di anticipo. Puoi trovare la lista completa di tutti i benefici alla pagina Amazon.it/Prime.“

La notizia ha suscitato molto malumore sui social. Molti si chiedono infatti se è conveniente pagare 36 euro all’anno per avvalersi dei servizi offerti da Prime. Personalmente ritengo di si, anche perchè questo servizio ha attualmente in Italia un costo inferiore rispetto all’analogo servizio negli altri paesi Europei. Ha comunque un costo inferiore a quanto viene offerto al cliente da Amazon.  L’interesse di Amazon infatti è quello di fidelizzare i propri clienti affinchè rimangano il più possibile sulla piattaforma continuando ad acquistare prodotti e servizi in modo che aumenti sia la consuetudine, che il valore di quanto acquistato nel corso dell’anno.

Il business model adottato da Amazon per Prime, è quello della vendita ad abbonamento. Secondo delle stime di Statista , ( Amazon non fornisce  pubblicamente il dato ) nei solo Stati Uniti, gli iscritti a Prime hanno raggiunto i 90 milioni nel 2017. Le vendite ad abbonamento tendono a modificare la mentalità dei consumatori, facendo si che il cliente non si rivolga altrove per i propri acquisti. Pare che l’abbonato medio ad Amazon Prime sia un cliente che negli USA spende quasi  il triplo dell’acquirente non Prime. I dati sembrerebbero suggerire, che una volta diventati abbonati di Prime, i clienti Amazon diventino più fedeli al gigante di Seattle. L’interesse di Amazon è quello di arricchire sempre più l’offerta Prime in modo da acquisire nuovi abbonati e clienti. Una massa di dati ed informazioni utili a raffinare sempre di più la customer experience, ovvero l’esperienza di acquisto del consumatore. Per le piccole e medie aziende concorrenti di Amazon il servizio Prime è un forte elemento di disturbo, in quanto Amazon sta cannibalizzando il loro business. Avendo la spedizione gratuita il cliente è sempre più disposto ad acquistare su Amazon prodotti che prima acquistava da altri fornitori, più piccoli e specializzati.

Cosa succede se i consumatori non vogliono più aderire ad Amazon Prime? Se si desidera annullare l’abbonamento Prime nessun problema: dal momento del ricevimento della mail Le  preferenze di rinnovo automatico dell’abbonamento rimangono invariate. Il cliente può scegliere di ricevere un promemoria via email prima della sua prossima data di pagamento o cancellare l’abbonamento quando vuole. Puoi gestire il tuo abbonamento ad Amazon Prime da “Il mio account”, che è la porta di ingresso alla gestione delle informazioni con Amazon.

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