Ai tempi del coronavirus tutti, anche le realtà meno tecnologiche, sembrano aver scoperto le potenzialità del web. In poche settimane il mondo del lavoro è radicalmente cambiato, così come le abitudini dei consumatori, anche negli acquisti online. Non sappiamo ancora quali saranno gli effetti sul lungo periodo ma l’impatto coronavirus ed ecommerce sta generando un’impennata delle vendite online, in risposta alla chiusura degli store fisici. Marketplace come Amazon ma anche store online minori stanno diventando il punto di riferimento di un numero sempre crescente di utenti.

Ciò potrebbe però creare sfide logistiche importanti, per fronteggiare un’emergenza del tutto imprevedibile.
È quindi probabile che gli ecommerce siano costretti a rivisitare le loro strategie per l’evasione e la consegna degli ordini, incluso il rafforzamento di strategie di spedizione veloce, al fine di adeguarsi all’aumento della domanda.

Coronavirus: ecommerce come alternativa agli store fisici

Le impennate delle vendite online a breve termine porteranno (e stanno già portando) un incremento significativo di fatturato.
I cambiamenti nelle abitudini di acquisto online sono particolarmente diffusi anche tra i clienti più anziani. Si tratta di una delle categorie più a rischio di contaminazione da coronavirus e quindi più propensa a ridurre al minimo anche gli spostamenti di prima necessità. Significa che la pandemia coronavirus sta anche modificando il target dei consumatori online, raggiungendo fasce di età sino ad oggi ancora restie agli acquisti via web.

C’è anche un altro cambiamento in atto. Con l’aumento delle transazioni online, l’adozione e l’utilizzo dei sistemi di pagamento online, quindi senza contanti, potrebbero aumentare in tutto il mondo. Inoltre è la stessa Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che raccomanda ai consumatori di privilegiare al contante metodi di pagamento diversi, proprio per limitare la diffusione del coronavirus attraverso banconote e monete.
Alcuni paesi stanno compiendo un ulteriore passo avanti. La Corea del Sud, ad esempio, mette in quarantena tutto il denaro ricevuto dalla banca centrale per due settimane prima di disinfettarlo e rimetterlo in circolazione. Anche la Cina sta intraprendendo simili accorgimenti. Le misure per limitare la liquidità, combinate con le crescenti preoccupazioni che potrebbero spingere i consumatori a seguire il consiglio dell’OMS, potrebbero aumentare i pagamenti non bancari.

Ora si ricorre alle piattaforme di ecommerce per necessità ma, se l’esperienza di acquisto risulterà positiva, è probabile che tale abitudine si venga a consolidare nel tempo, anche dopo l’emergenza coronavirus.
A lungo termine quindi, è necessario che chi vende online adotti nuove soluzioni per soddisfare le richieste. Come abbiamo visto, sarà quindi necessario rivedere l’organizzazione logistica e i metodi di spedizione ma non solo. Per fronteggiare i competitor, si dovranno inoltre attuare iniziative di fidelizzazione dei clienti, mediante ad esempio offerte o servizi personalizzati.

Coronavirus: gli effetti sul breve e lungo periodo

Nonostante questa attuale impennata delle vendite online, però, si prevede infatti una recessione generale dovuta ad una diminuzione delle spese al consumo. È quanto ha ipotizzato la National Retail Federation (NRF). Un tale declino verrebbe principalmente proprio da una flessione della fiducia dei consumatori (soprattutto dopo una serie di giorni difficili per il mercato azionario), ma potrebbe anche derivare da difficoltà di approvvigionamento e inventario. Di conseguenza, qualsiasi aumento di volume di vendite in ambito digitale o attraverso ecommerce sarebbe probabilmente contrastato da un calo complessivo della spesa.
Ecco perché aziende come PayPal, Mastercard e Visa stanno rivedendo le stime delle entrate al ribasso.

Insomma, è importante che i gestori di ecommerce riescano, già da ora, a pianificare strategie sul lungo periodo. Pensare che questa impennata delle vendite online dovuta al coronavirus sia eterna e che tali volumi di ordini possano essere mantenuti a lungo, senza alcuno sforzo, è pura illusione. È necessario prevedere quali saranno i futuri trend, per non farsi cogliere impreparati.
In periodi come questi il supporto di un esperto del settore diventa quindi davvero prezioso. Anticipando le nuove tendenze saprà pianificare una strategia sul lungo periodo per fronteggiare la concorrenza e dare la giusta risposta alle richieste del mercato.

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