LA FILIERA DEL VINO – Intervista a Lamberto Vallarino Gancia

11 Apr 2020 | E-commerce

LA FILIERA DEL VINO
Lodovico Intervista Lamberto Vallarino Gancia – Past President Federvini

Lodovico:

Buongiorno a tutti, oggi intervistiamo il dottor Lamberto Vallarino Gancia, grande esperto di vini. È stato amministratore delegato della “Fratelli Gancia”, notissima azienda italiana.
Innanzitutto, come stai e come vivi questo momento?
Cosa fai a casa e come occupi il tuo tempo?

Lamberto:

In verità, facendo un parallelo con il mondo del vino, mi sembra di essere barricato in casa.
Come ben sapete il buon vino matura in legno barrique (in botte). La casa la vedo come una grande botte.
Sono nato nel mondo del vino. Infatti, sono la quinta generazione della famiglia che ha inventato lo spumante in Italia.
Oggi sto seguendo tante altre cose, quindi lavoro da casa collegato al mio computer, che è il mio ufficio. Sono già diversi anni che adotto il sistema dello smart working, e lo trovo molto intelligente.
Cerco di rendere le giornate diverse l’una dall’altra, innanzitutto cambiandomi ogni giorno, che aiuta ad approcciare la giornata in modo diverso. Infine, ogni mattina mi guardo allo specchio e trovo tre modi per rallegrarmi la giornata e, di conseguenza, essere positivo e trasmettere positività. Certo che ne usciremo più forti di prima.

Lodovico:

Parliamo ora del settore vitivinicolo, una delle eccellenze del Made in Italy. In base alla tua esperienza ed ai contatti che hai, come stanno reagendo i produttori? Cosa stanno facendo in questo momento?

Lamberto:

La filiera del vino è molto complessa perché parte dalla parte agricola e quindi dalla cura delle vigne.
In questo momento è in evoluzione perché sta iniziando la primavera e quindi non si può bloccare il lavoro dei campi. Ad esempio, proprio ora, sto seguendo un’azienda che ha ripiantato alcuni vitigni, ed è proprio questo il momento giusto per farlo, quindi ci deve essere un supporto anche per fare in modo che la parte agricola, quindi che chi cura la vigna, abbia la possibilità di farlo. Ci sarà poi a fine agosto / inizio settembre la vendemmia ed il tema fondamentale è avere lavoratori stagionali che possano seguirla.
C’è però una buona parte di comunità, di questi lavoratori stagionali, che in alcuni casi sono tornati in patria, non ci sono o hanno difficoltà di sostegno. Quindi il tema sarà proprio quello di dare l’opportunità ad alcuni di questi lavoratori di potersi integrare e fare ancora la vendemmia e dare l’opportunità allargata a chi ha parenti ed amici che possono dare una mano ai viticoltori.
Ci sono poi due opportunità Europee e Ministeriali: la vendemmia verde, cioè vuol dire tagliare frutto sulla pianta con contributi, in modo da limitare la produzione ed il secondo intervento che si sta valutando adesso è la distillazione, cioè fare in modo di distillare quello che attualmente è presente in cantina dalla vendemmia precedente, per dare l’opportunità di creare spazio.

Lodovico:

Nella grande distribuzione le vendite vanno molto bene. Il vino, compagno di emozioni, come si sta comportando?

Lamberto:

Dal mio osservatorio si riscontrano due situazioni, avendo il settore Ho.Re.Ca. completamente chiuso che per alcune aziende sono il 100% del loro giro d’affari.
Tutte le piccole cantine medio piccole, che fanno prodotti di nicchia, che vendono principalmente al settore Ho.Re.Ca. oppure direttamente in cantina attualmente sono fermi con le vendite, ma non con la produzione.
Però ci sono altri due canali che invece stanno funzionando bene, una è la grande distribuzione e l’altra sono le vendite online di piattaforme che stanno evidenziando incrementi notevoli rispetto a prima.
Si evidenzia però un consumo su una fascia medio-bassa, rispetto ai consumi abituali. Infatti, difficilmente online o al supermercato vengono acquistate bottiglie pregiate.
Alcuni nuovi temi che emergono in questo momento sono la logistica ed i fornitori cioè, per le piccole cantine che vendono online e devono produrre, ci sono problemi sulle materie prime e sulla logistica.
Per fortuna, questa psicosi viene superata dalla professionalità degli operatori logistici che si stanno attrezzando per consegnare in sicurezza.

Lodovico:

Io penso che l’Italia abbia avuto tre grandi fortune:

  • È stato il primo paese ad essere colpita dal virus, quindi probabilmente sarà anche il primo ad uscirne;
  • Avere una logistica che funziona molto bene, fondamentale in ogni attività del paese;
  • Avere una grande infrastruttura tecnologica che ha permesso la migrazione di massa allo smart working.

Questo però incontra l’organizzazione statale dove le infrastrutture tecnologiche vanno in tilt per dei sovraccarichi di utenza, mentre Amazon o altri grandi E-Commerce hanno retto abbondantemente l’aumenta degli utenti.

Lamberto:

Certamente, spesso però è solamente un problema di tempo e sperimentazione. Nel settore vinicolo, per esempio, siamo stati tra i primi a telematizzare le accise ed i registri ma ci abbiamo lavorato per alcuni anni a causa di problemi tecnici e di infrastrutture di rete. Ora funziona molto bene ed è un sistema all’avanguardia per poter gestire l’intera operazione delle cantine.
Il vantaggio degli italiani è quello di riuscire a tirar fuori dal cappello l’asso per reagire, spesso anche molto velocemente.
In questo momento sto lavorando per creare delle fiere virtuali per fare delle degustazioni mirate o guidate, in modo che tutti si possono collegare nello stesso momento, creando così una masterclass di spiegazione. Il passo successivo sarà quello di fare degli incontri con gli importatori per scambiarsi i dati, le informazioni, i listini e le attività da svolgere una volta che si riaprono i mercati.

Lodovico:

Ho sentito di alcuni bar o enoteche che ti portano l’aperitivo a casa. Cosa ne pensi?

Lamberto:

Assolutamente. Devo dire che c’è anche un’altra grossa opportunità: il cambio generazionale all’interno delle imprese, cioè i figli dei fondatori che si approcciano al mondo del lavoro e che riescono ad apportare un vantaggio tecnologico rispetto a prima.
Di fatto con internet si arriverà a fare riunioni virtuali con i tuoi possibili distributori, importatori e clienti e poter fare un nuovo tipo di business.

Lodovico:

Quindi, quale opportunità vedi per la ripresa del lavoro nella filiera dell’agroalimentare, del mondo dei vini e degli alcolici?

Lamberto:

Tutto deve passare attraverso la riapertura che, purtroppo, sarà graduale. Ci dovrà essere un grosso patto di collaborazione tra le imprese ed i punti vendita per riconquistare la fiducia del consumatore.
Inoltre, secondo me, ci sarà una grossa ripresa sulla valorizzazione dei territori, prevedo che molti italiani resteranno in Italia e riscopriranno le bellezze uniche e straordinarie che il mondo ci invidia.
Il tema finale è quello di far ripartire anche i rapporti con gli importatori e distributori nei mercati internazionali che, per alcune aziende, è il 90% dell’intero giro d’affari.

Lodovico:

Io sono nato con l’idea europeista, direi però che l’Europa, in questo momento, è ad un minimo storico. Come vedi questa difficoltà e che futuro puoi vedere?

Lamberto:

Io sono stato molto a contatto con l’Unione Europa per quanto riguarda il settore vinicolo, sia come consulente che come presidente di molte commissioni che hanno redatto l’attuale regolamento sulla produzione e vendita del vino nel mercato comune. Siamo riusciti, a spostare le risorse, dalla distruzione delle eccedenze alle promozioni nei paesi terzi al di fuori dell’Europa. Questo ha permesso ad ogni mercato di ogni stato membro della comunità di ripartire ed incrementare notevolmente i mercati. Quindi io ho vissuto esattamente l’esempio di come, facendo squadra, mettendosi intorno ad un tavolo con la con la commissione ed il parlamento e suggerendo delle azioni che la filiera operativa, industriale ed agricola possono svolgere, può dare supporto per lo sviluppo di un territorio comune.
In alcuni casi sono anche entrato in negoziazione di accordi bilaterali, ad esempio con il Giappone, con gli USA, con la Nuova Zelanda e con parecchi mercati che hanno permesso di abbattere barriere e rendere più fluida la burocrazia.

Lodovico:

Un’ultima domanda Lamberto, come pensi che possa cambiare la filiera del vino, sia a valle che a monte?

Lamberto:

La fiera del vino è molto articolata, ma soprattutto polverizzata, cioè ci sono molteplici opportunità di territori, produttori, tipologie di prodotti, vitigni autoctoni, alloctoni, internazionali, produttori che interpretano in modo eccellente il frutto della terra e del lavoro dell’uomo, molti canali di vendita e tanti diversi gusti dei diversi consumatori che possono apprezzare una miriade di prodotti che vengono offerti sul mercato.
Dall’altra parte, questa polverizzazione della filiera, è proprio il punto di debolezza perché non permette di fare squadra e di presentare un sistema mirato su poche cose e fatte bene.
C’è ancora troppa burocrazia, nonostante quanto ti ho raccontato prima, ad esempio ci sono ancora 22 organi di controllo che possono venire in cantina, anche se si sta pensando di unificarli sotto un unico ente controllore.
Bisogna quindi lavorare adesso su un piano comune di ripresa partendo dalle istituzioni, passando dai consorzi che tutelano i territori, fino ad arrivare alle imprese che sanno quello che vogliono per riuscire a rilanciare il Made in Italy del settore vinicolo.

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