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I robot che gestiscono la logistica di Amazon ed il braccialetto elettronico

Dati-Natale-2015

Amazon e’ sempre nell’occhio del ciclone sul fronte della logistica: prima i robot nei magazzini italiani, adesso il braccialetto elettronico per i dipendenti.

In realtà sono anni che Amazon sta portando avanti, con colossali investimenti, lo sviluppo della automazione e lo snellimento delle procedure e tempi per l’evasione degli ordini, in modo da ridurre il tempo che intercorre dall’ordine alla consegna del medesimo.

Nel 2012 Amazon acquistò per 775 milioni di dollari in contanti la società di robot Kiva.

I robot rendono più efficienti le operazioni di magazzino e fanno risparmiare tempo e denaro. Questa è la logica che sta dietro alle scelte maturate da Amazon per gestire i propri magazzini e l’evasione degli ordini dell’ecommerce.

Nel frattempo Kiva diventa Amazon robotics  e l’azienda decide di lavorare solo per il gruppo Amazon rinunciando a vendere ai precedenti clienti.

Negli strali dei politici, sindacalisti, commentatori è finito quello che viene definito il braccialetto elettronico di Amazon.

Un’alzata di scudi contro Amazon, rea di aver depositato il brevetto per un braccialetto elettronico volto ad ottimizzare i processi di evasione degli ordini. Dichiarazioni indignate delle forze politiche e dei politici, accuse al job acts, senza la necessaria cautela e prudenza nell’esprimere giudizi, prima di aver assunto le necessarie informazioni sul dispositivo e sui processi produttivi.

Al momento, visto che Amazon non si esprime sui propri brevetti, poco è dato sapere sulle reali funzioni del braccialetto di Amazon.

Un vespaio inutile con un tempismo sbagliato.

Nell’industria esistono già da tempo analoghi dispositivi, che oltre ad assolvere compiti atti al miglioramento del processo, hanno anche la funzione di migliorare la sicurezza dei lavoratori stessi. Si pensi ai grandi stabilimenti od alle lavorazioni pericolose come gli altiforni. Diventa essenziale poter rintracciare e localizzare il lavoratore. Questi dispositivi contengono un gps, per cui di fatto il lavoratore è già monitorabile.

Sono necessarie prese di posizione equilibrate e costruttive per affrontare temi come questo.

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