GIOVANI E FORMAZIONE DIGITALE | Intervista a Prof. Quirino Picone

5 Mag 2020 | Formazione

Lodovico Marenco
Buongiorno, siamo qui con il professor Quirino Picone, dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli che ha la quarta edizione del Master di primo livello in e-Commerce Management con il patrocinio di Netcomm, Consorzio dell’e-Commerce. Buongiorno Quirino.

Quirino Picone
Buongiorno Lodovico, grazie per questa conversazione di oggi.

Lodovico Marenco
Vedo che hai il bellissimo sfondo del chiostro della vostra magnifica Università. Direi un vero attaccamento per il tuo lavoro!

Quirino Picone
Guarda, io sono cresciuto all’Università degli studi Suor Orsola Benincasa perché mi sono iscritto al corso di laurea in Scienze della Comunicazione nell’anno 2001/2002 ed in quell’anno noi seguivamo anche in un claustro che era il claustro di Santa Chiara, nel centro storico di Napoli. L’ Università degli studi Suor Orsola Benincasa dall’anno 2001 in poi è diventato un Ateneo in qualche misura diverso perché ha accolto numerosi studenti in più, si è trasformato, ha saputo adattarsi ai contesti socio economici e socio culturali che hanno investito il nostro paese ed anche attraverso una serie di relazioni nazionali ed internazionali è riuscita quindi a essere presente all’interno dei contesti in cui l’opinione anche di persone che studiano e fanno ricerca nell’ambito della comunicazione e delle scienze sociali, ma anche del diritto piuttosto che dell’economia. L’ultimo corso di Laurea nato è in Economia Aziendale e Green Economy e già abbiamo avuto i primi laureati. Quindi un’università che è riuscita ad adattarsi bene al contesto in cui viviamo e questa è una cosa che io amo molto del mio Ateneo.
Sono molto legato al mio Ateneo: questa immagine è stata scattata qualche anno fa in occasione della realizzazione di un virtual tour che abbiamo fatto con un fotografo certificato Google e quindi è un’immagine a cui tengo molto ed in questo momento, devo dire la verità, a me, come ai miei colleghi, manca molto quel luogo.

Lodovico Marenco
Perfetto. Senti Quirino, noi abbiamo una storia particolare. Oltre ad essere molto onorato di partecipare come docente al vostro Master dedicato, ed io parlo specificatamente dei Marketplace, abbiamo vissuto quest’anno l’inizio del lockdown nel senso che nei due giorni in cui avrei dovuto tenere lezione l’università è stata chiusa ed abbiamo fatto il primo corso utilizzando la piattaforma Zoom con tutti gli allievi del master che si sono immediatamente adattati…quindi ho questo ricordo. Tu stesso sei stato l’ultimo a discutere la tesi di dottorato di persona perché poi le hanno discusse in modo virtuale.

Quirino Picone
Si è così e te ne sono grato perché, come stavo raccontando poco fa, la capacità di adattamento ai contesti e a quello che accade intorno, è un aspetto importante di un ateneo come il nostro che ha lanciato 4 anni fa, grazie alla lungimiranza del Rettore Lucio D’Alessandro e anche del Prof Riccardo Realfonzo, il Manager didattico di ateneo, il corso Master di e-Commerce Management, il primo master universitario italiano in commercio elettronico in collaborazione tra due piccoli atenei, l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e l’Università del Sannio, e poi con la validissima collaborazione di Netcomm, il Consorzio Italiano del Commercio Elettronico, quindi di Roberto Liscia, di Giulio Finzi. Insomma, una iniziativa a cui tengo molto e a cui partecipano docenti ed esperti da tutta Italia e anche dall’estero. Un’ iniziativa che sta andando avanti perché stiamo già programmando la quinta edizione. E ti sono grato di essere parte di questa squadra perché di fatto, ragionavamo nell’ultima lezione di questa edizione, proprio sabato scorso, il mondo adesso ha bisogno di competenze che possono venire fuori anche dai percorsi accademici.

Lodovico Marenco
Esatto e soprattutto, secondo me, è molto importante, ed infatti ho aderito con molto entusiasmo alla vostra iniziativa, uno sia perché avete creato questo Master che è stato unico, quando è stato fondato, ma soprattutto perché siete una presenza per tutto il Sud Italia e formate dei Quadri in un mercato che ha sempre più bisogno di competenze.
Quirino Picone
Si, esattamente così. Ragionavo l’altro giorno con dei ragazzi anche di un altro master che abbiamo lanciato 10 anni fa in Comunicazione Multimediale Dell’enogastronomia, e parlavo di quanto oggi possa essere utile avere una competenza in tal senso. Mi riferisco, per esempio, anche all’ambito della ristorazione che da sempre è a contatto con persone ed utenti ma ha fatto poco dal punto di vista dell’organizzazione dei dati e dei clienti, parliamo ad esempio di un database, e quindi anche delle attività di Cross Selling che potevano sicuramente non colmare le lacune dovute alla mancanza di economia in questo periodo di lockdown ma sicuramente potevano svolgere una funzione importantissima, anche di flusso di cassa. Mi riferisco a piccoli negozi di e-Commerce che ogni ristoratore potrebbe avere alimentando quindi un’economia parallela a quella dell’attività principale che avviene offline, quindi parliamo spesso di uno scambio tra online ed offline ma credo che, diciamo, ad oggi, sia arrivato il momento di rendere questa teoria una pratica, soprattutto perché fondata su un bisogno che è, oggi, insito nelle numerose telefonate e richieste che riceviamo, di cui ne sei penso spesso testimone, di aiuto e supporto rispetto anche a un’esigenza che si è palesata improvvisamente ma sulla quale oggi non possiamo più farci cogliere impreparati. Quindi il concetto è cercare di includere il digitale nella trasformazione continua […]
Lodovico Marenco
Quali sono le richieste che ti arrivano dal mondo delle imprese in termini di ricerca di profili professionali?
Quirino Picone
Ma, di sicuro, le idee non sono molto chiare perché, in effetti, spesso, la mancanza di competenze a monte determina un’inadeguata ricerca di risorse a valle. Questo concetto, secondo me è importante: la formazione e l’implementazione delle risorse va fatta successivamente all’implementazione delle conoscenze dal punto di vista della dirigenza e del management di ogni azienda. Quindi le richieste che mi vengono fatte sono spesso relative a un consiglio su quali potrebbero essere le risorse più adatte per ciascun business quindi, il nostro compito, anche dal punto di vista di consulenti, di job placement, ambito sul quale l’ateneo offre servizi ormai da diversi anni, è quello di consigliare risorse e tecnologie riferite a specifici contesti economici e di impresa.

Lodovico Marenco
Hai toccato, secondo me, il punto più importante che, dal mio punto di vista, chiamo “gap culturale” tra chi lavora in azienda e vuole approcciare l’e-commerce ed il mondo digitale e non ha le idee perfettamente chiare per sapere quali professionalità e dove indirizzare il progetto. Invece, ai ragazzi, che cosa consigli?
Quirino Picone
Ai ragazzi la cosa che consiglio è cercare di fare quello che noi facciamo per le imprese. Cioè, il trasferimento di conoscenze per noi è orizzontale: per l’impresa, che deve capire di più del mercato digitale, ma anche per lo studente che deve capire di più dell’impresa e non solo della teoria e della pratica che noi gli facciamo provare in aula, in questo caso in un’aula virtuale. La cosa a cui mi riferisco è che ogni soluzione è possibile se è una soluzione che viene interpretata da tutta la filiera. Se invece è una soluzione che viene introdotta ma utilizzata da un unico reparto di quell’impresa o di quel contesto economico quella soluzione diventa vana o comunque non produce risultati nel medio e lungo termine ma possibili illusioni nel breve termine.
Lodovico Marenco
Perfetto, senti, l’ultima domanda che volevo farti è: dopo questa esperienza di lockdown tu, da studioso e da esperto di materia digitale, quale orizzonte vedi? Cioè, cosa vedi alla ripresa e, soprattutto, in prospettiva futura?
Quirino Picone
Ma, io auspico calma. Perché la frenesia di voler apprendere, la frenesia di voler cambiare può produrre anche risultati non positivi. Auspico che le imprese si siedano a ragionare, eventualmente con gli atenei, eventualmente con i centri di ricerca, per capire quali possono essere le soluzioni per loro. Così come noi facciamo ed abbiamo auspicato di fare nei nostri corsi. Cioè, le soluzioni che abbiamo portato per noi non sono top down ma bottom up quindi le soluzioni sono venute dal basso, dalle conoscenze che abbiamo cercato di formare in questi anni.
Auspico che le imprese siano disposte ad ascoltare, a condividere e ad essere, diciamo, consapevoli che anche delle soluzioni che possono venire nell’immediato non sono soluzioni che possono durare a lungo perché il mercato si evolve ed ogni sei mesi cambia notevolmente.

Lodovico Marenco
Concordo assolutamente con te e, devo dirti, io ricevo tante telefonate, come penso anche voi, di persone che vogliono aprire in due giorni un sito e-commerce ed anche sui social trovi tante promesse, secondo me vane, siti gratuiti che spingono un mondo tutto roseo mentre, sappiamo bene, che per aprire un progetto e-Commerce, ci vogliono minimo sei mesi e soprattutto, come dici tu, bisogna sedersi con calma per costruire un progetto vincente.
Quirino Picone
Esattamente così perché occorre avere il tempo di metabolizzare un processo e dei passaggi che vengono dati per scontati. Nel digitale spesso vengono date per scontate alcune cose sia dal punto di vista degli esperti, e si commette un errore, sia dal punto di vista dell’impresa. Da una parte si tende a sottovalutare alcuni processi perché sono diventati qualcosa di insito nel modus operandi quotidiano del professionista, dall’altra parte invece si tende a trascurare alcuni elementi perché ci si riferisce ad una dimensione offline che ha delle condizioni di scambio totalmente diverse o comunque in parte diverse rispetto al digitale. Quindi ciò che viene sottovalutato da una parte e dall’altra deve essere messo sul piatto dello scambio. Dopo quella fase, diciamo, si può partire con una progettualità che comunque ha delle condizioni di modifica e cambiamento costante e dal quel non ci si può sottrarre proprio per consentire al business di implementarsi e migliorarsi grazie al processo tecnologico ma soprattutto per cercare di capire anche le differenze e la modalità di connessione con il proprio target.
Lodovico Marenco
Certo. Io noto una cosa che secondo me è una speranza: in questo momento l’e-commerce b2c che rappresenta poco meno del 10% del totale dei consumi, in realtà, grazie alle micro attività (il bottegaio, il verduriere, il macellaio) tramite sistemi molto semplici come Whatsapp piuttosto che la mail o Messenger o atri strumenti, si riesce a configurare quello che è un contratto di e-commerce nel senso che io prenoto la spesa dal verduriere, il verduriere me la conferma via Whatsapp, mi dà anche una indicazione di consegna, ed io pago alla consegna. DI fatto si è configurato un contratto a distanza, quindi quello che regola l’ e-Commerce, quindi penso che questo tipo di esperienza, che è entrata nella vita quotidiana, in qualche modo accenderà qualche lampadina all’interno delle aziende.
Quirino Picone
Mi auguro che questo possa essere utile però so bene che il problema di fondo di questo processo è la scalabilità. Perché questi processi sui quali io mi confronto anche nelle esperienze quotidiane che faccio di vita vissuta per la mia famiglia, mi rendo conto che, in effetti, la condizione sulla quale queste soluzioni possono basarsi è una condizione, diciamo, che ha delle dimensioni ridotte e non scalabili. Ciò vuol dire che il piccolo retailer, il fruttivendolo o attività simili a queste, possono sicuramente trovare delle soluzioni come quelle che tu hai appena descritto ma di fatto resteranno diciamo di quelle dimensioni e non avranno possibilità di diventare, o comunque di auspicare una possibilità diversa da quelle che stanno vivendo in questo momento perché quelle tecnologie sono una parte del processo e tendono a dare l’illusione invece che siano tutto il processo.
Lodovico Marenco
Hai detto una cosa estremamente saggia e molto importante da puntualizzare. Effettivamente condiviso al 100%. In conclusione, volevo chiederti se, come ateneo, alla luce di quanto è successo, in previsione del prossimo master, cambierete qualcosa, introdurrete qualche novità oppure no.
Quirino Picone
Ogni programma didattico, per essere attuale, deve modificarsi, deve cambiare. Ogni anno noi aggiustiamo i moduli, cerchiamo di confrontarci con il comitato scientifico, ci confrontiamo con i docenti, con le imprese ed anche con gli studenti. Alla fine, viene fuori una base, che è la stessa, ma sicuramente con delle variazioni. Non potremo escludere, dalla prossima edizione, la possibilità di trasferire conoscenze, per esempio, che riguardino il real time, cosa che già facciamo. Il trasferimento di conoscenze real time, come quello che stiamo facendo in questi giorni, il trasferimento di conoscenze basato su piattaforme e quindi sull’analisi delle possibilità che queste piattaforme possono offrire, sulle differenze, sui costi, è sicuramente un aspetto cruciale anche perché, allo stesso modo, esse sono soluzione a problemi ma possono essere anche business e nuovi business per le imprese.
Lodovico Marenco
Grazie Quirino. Ringraziamo il professor Quirino Picone per questa illuminata chiacchierata. Un grosso in bocca al lupo e grazie di cuore per il tempo che mi hai dedicato.

Quirino Picone
Grazie a te per l’opportunità. Buona giornata.

Lodovico Marenco
Buona giornata.

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