La statistica mostra il fatturato netto delle vendite di servizi e-commerce di Amazon dal 2004 al 2017, in miliardi di dollari USA. Nell’ultimo anno segnalato, il fatturato netto della multinazionale di e-commerce è stato di circa 178 miliardi di dollari USA, rispetto a 135,99 miliardi di dollari nel 2016. Oltre il 50% delle entrate sono state generate in elettronica e media.

Amazon.com è una società americana di commercio elettronico fondata a Seattle nel 1994 dal Jeff Bezos, ed è il più grande rivenditore al mondo di libri, abbigliamento, elettronica, musica e molti altri beni. A partire dal 2017, la società genera la maggior parte dei suoi ricavi netti attraverso vendite di prodotti retail online. Al secondo posto ci sono i servizi di vendita al dettaglio di terze parti. Seguono i  servizi di abbonamento al dettaglio tra cui Amazon Prime e AWS. Amazon è anche il produttore del principale lettore di e-book,  Kindle.

Attraverso Amazon, i consumatori sono in grado di acquistare beni ad un prezzo piuttosto scontato sia da piccole che da grandi aziende e da altri utenti. Sia i beni nuovi che quelli usati sono venduti sul sito web. Amazon ha dominato il mercato dei rivenditori. L’ampia varietà di prodotti disponibili a prezzi che spesso sono inferiori rispetto alle offerte dei venditori locali.

Una delle prime incursioni di Amazon nel mondo dell’hardware è stato il suo e-reader Kindle, uno dei più popolari lettori di e-book in tutto il mondo.

Negli ultimi anni Amazon ha anche venduto smartphone, tablet e supporti multimediali con il marchio Fire. Questo per aumentare il consumo dei media digitali tramite questi dispositivi. Questa strategia è collegata all’ecosistema digitale di Amazon che offre contenuti video e audio come servizi a valore aggiunto per gli abbonati Prime.

Qualche settimana fa, avevo già scritto un articolo relativo al ruolo strategico della vendita per abbonamento e nello specifico del servizio Amazon Prime.

Grazie alla sua origine, Amazon offre più servizi nel Nord America che nel resto del mondo. Di conseguenza, la maggior parte delle entrate della società nel 2016 arrivava dagli Stati Uniti e dal Canada. Nel 2016, in Nord America sono stati guadagnati circa 79,79 miliardi di dollari statunitensi, rispetto a circa 43,98 miliardi di dollari statunitensi a livello internazionale.

Da un punto di vista strategico un altro elemento di forza della società di Seattle è rappresentato dai servizi di vendita al dettaglio di terze parti. Su Amazon infatti possono vendere piccoli e grandi retailer, dietro il pagamento di una commissione, la cui percentuale varia a seconda della categoria merceologica. Oltre a fornire ad Amazon un flusso continuo di commissioni, questo business model consente di raddoppiare la proposta globale di prodotti da parte delle varie piattaforme del gruppo americano nel mondo. Dal 2017 la percentuale delle vendite da parte di retailer terzi e’ del 50% fino ad arrivare al 52% del primo trimestre 2018. Un prodotto su 2 venduto sulla piattaforma è gestito da retailer terzi. Senza dimenticare che Amazon offre ai retailer terzi, sia di stoccare la merce nei propri centri logistici sparsi per il mondo, sia di spedire per loro conto gli ordini. Questi servizi vengono pagati in aggiunta alle commissioni previste per essere presenti sul portale Amazon.com.

Nel 2017, come si evince dal comunicato stampa  la società guidata da Jeff Bezos  ha generato 31,88 miliardi di dollari USA in ricavi da servizi di vendita di terzi, rispetto a 22,99 miliardi di dollari statunitensi dell’anno precedente. Le entrate delle vendite dei retailer terzi rappresentano la seconda voce del fatturato della piattaforma di vendita online, dopo le vendite di prodotti al dettaglio e prima dei ricavi generati da AWS (Amazon Web Service).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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